Comune unico dell'Alta Val Trebbia, speranze e dubbi a Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella

Si discute sull'ipotesi di una fusione con l’obiettivo di rafforzare i servizi e intercettare maggiori risorse. Il nuovo ente arriverebbe a contare quasi 700 abitanti,

Thomas Trenchi
|22 ore fa
Comune unico dell'Alta Val Trebbia, speranze e dubbi a Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella
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Dopo l’assemblea pubblica di venerdì sera a Marsaglia, gli incontri di Regione e sindaci per ragionare sulla possibile fusione dei Comuni di Zerba, Cerignale e Corte Brugnatella sono proseguiti ieri pomeriggio a Zerba e Cerignale. Sul tavolo c'è la creazione di un unico ente da quasi 700 abitanti, con l’obiettivo di rafforzare i servizi e intercettare maggiori risorse. L’ipotesi è quella di un referendum popolare in autunno. Ma cosa ne pensano oggi i residenti e i primi cittadini?
Per il sindaco di Zerba, Giovanni Razzari, la fusione è «una questione vitale»: «Abbiamo due dipendenti comunali e siamo oltre la soglia assunzionale. Non riusciamo più a coprire la spesa corrente e nemmeno a chiudere le buche».
Favorevole, ma in attesa dello studio di fattibilità, Giovanna Russo, residente a Milano e proprietaria di una casa a Cerreto: «Se porterà servizi, potrà essere un’opportunità. Oggi mancano anche interventi minimi, come l’illuminazione».
Claudia Borrè, ex sindaca di Zerba, invita a non fermarsi ai timori: «Facciamo lo studio e parliamone con i cittadini. È un’occasione che non possiamo perdere». Più cauto Paolo Franco, ristoratore e residente: «Il territorio è enorme, con molte strade e frazioni. I fondi da soli potrebbero non bastare».
Da Cerreto, Massimo Malaspina chiede risposte concrete: «Se votiamo sì, i problemi verranno davvero risolti?».
Sul nome del futuro Comune unico non c’è ancora accordo. «È l’ultimo aspetto che conta», spiega la sindaca di Cerignale Fausta Pizzaghi.
Più politico l’intervento dell’ex sindaco Massimo Castelli: «Serve ricucire le aree montane e scrivere lo statuto prima della fusione». Dal pubblico, Louis Bassani sintetizza: «Senza servizi, la fusione non serve».
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