Falso controllo antiriciclaggio, i carabinieri sventano la truffa

Gli sms di una falsa banca e la telefonata di un falso maresciallo con il numero della caserma di Castellarquato sul telefonino avevano indotto una donna a fare un bonifico di 20mila euro

Redazione Online
|10 ore fa
Falso controllo antiriciclaggio, i carabinieri sventano la truffa
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Sembrava tutto vero. I messaggi allarmanti sul telefono, il riferimento a presunti controlli antiriciclaggio, poi la telefonata di un uomo che si presenta come maresciallo dei carabinieri e che, sul display, compare addirittura con il numero della caserma di Castell’Arquato. Una sequenza studiata nei dettagli per spaventare, mettere fretta e spingere la vittima a consegnare i propri risparmi. Ma questa volta il colpo è saltato a un passo dal bonifico.
È accaduto nella tarda mattinata di martedì 10 marzo a Castell’Arquato, dove una pensionata di 74 anni del paese è finita nel mirino di una truffa costruita con il meccanismo ormai collaudato del falso allarme bancario e del successivo intervento del sedicente appartenente alle forze dell’ordine.
Secondo quanto ricostruito, la donna aveva ricevuto poco prima una serie di sms da presunti operatori del circuito bancario, che la mettevano in guardia da una inesistente indagine antiriciclaggio. Da lì, il passo successivo: convincerla che l’unico modo per mettere al sicuro il denaro fosse trasferirlo immediatamente su un altro conto. A rendere ancora più credibile il raggiro è stata la successiva telefonata di un uomo qualificatosi come “maresciallo dei Carabinieri di Castell’Arquato”. La chiamata risultava apparentemente provenire proprio dall’utenza della locale Stazione, ma si sarebbe trattato di un caso di spoofing telefonico, la tecnica con cui i truffatori falsificano il numero chiamante per farlo apparire autentico.
Con tono autorevole e con il pretesto di dover proteggere i risparmi della vittima, il falso militare avrebbe quindi indicato alla donna un IBAN su cui effettuare un bonifico di 20mila euro.
Il piano, però, si è fermato all’ultimo istante. I veri carabinieri, a cui la donna si era rivolta per chiedere informazioni, resisi conto della situazione e non riuscendo più a contattare direttamente la donna, hanno telefonato al marito, informandolo immediatamente del pericolo. È stata proprio quella chiamata a fare la differenza: l’uomo è intervenuto in tempo, bloccando tutto prima che il denaro venisse trasferito. Il bonifico non è stato eseguito e il tentativo è stato così sventato. Sulla vicenda sono in corso accertamenti.
Ancora una volta, la regola è una sola: nessun carabiniere, nessuna banca, nessun investigatore chiede di spostare soldi per telefono. Chi ci prova, sta truffando.