Viaggio tra gli espropriati della Statale 45 «Per un metro di asfalto una vita stravolta»

Tra il 23 e il 24 aprile arriveranno i primi picchetti. Circa 300 espropri tra residenti, villeggianti, imprese commerciali e agricole. «Questo progetto non tiene conto della fragilità del territorio»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|7 ore fa
La testimonianza di Erminia
La testimonianza di Erminia
2 MIN DI LETTURA
«Per un metro di asfalto mi stravolgono la casa e tutta la vita. Prigioniera di un'abitazione in cui ho investito tutto. Mi faranno morire». Tocca il cuore lo sfogo di Erminia Moia, 93enne che vive a Cisiano, nella frazione del comune di Rivergaro. Lei è una dei 300 espropriati che in questi giorni hanno ricevuto le comunicazioni ufficiali del posizionamento dei primi picchetti da parte del consorzio che ha vinto l'appalto di Anas per il progetto che (forse) porterà alla luce la nuova Statale 45 nel tratto di strada tra Rivergaro e Cernusca.
Il viaggio di Telelibertà tra gli espropriati della Statale 45
Un progetto da 124 milioni di euro per undici chilometri di nuova viabilità già soprannominata «la strada delle rotonde»: probabilmente saranno infatti sette le rotatorie. In questo percorso travagliato le prossime date chiave sono il 23 e 24 aprile, quando - per l'appunto - il consorzio che ha vinto la gara d’appalto di Anas entrerà nelle proprietà di privati cittadini e attività commerciali e agricole per posizionare i primi picchietti e prendere possesso dei terreni interessati, e il 29 aprile quando a Roma si tornerà a discutere dei ricorsi presentati dall'associazione che riunisce residenti, utenti della statale e il Comune di Rivergaro al Tar del Lazio, dopo la fumata grigia arrivata dal tribunale di Parma.
Il progetto prevede la realizzazione di sette rotatorie lungo il nuovo tratto che attraverserà le frazioni di Cisiano, Quadrelli, Dolgo, Fabiano e Cernusca e l'allargamento della carreggiata per motivi di sicurezza. Tra i proprietari coinvolti negli espropri c’è anche Giorgio Vecchiattini, consigliere comunale di Rivergaro ed esponente dell’associazione residenti utenti della Statale 45, che proprio nelle scorse ore ha ricevuto la comunicazione ufficiale. «In molti casi - spiegano i residenti - verranno interessati giardini, cortili, accessi alle abitazioni e garage che dovranno essere demoliti per fare spazio al nuovo tracciato, mentre restano ancora da definire le trattative sugli indennizzi».
L'associazione, rappresentata tra gli altri dalla presidente Annamaria Losi continua a chiedere di tornare al progetto del 2017 che prevedeva la messa in sicurezza della strada con allargamenti nei punti più critici senza modificare radicalmente il percorso, «nel rispetto della fragilità di un territorio segnato da terreni franosi e dall’equilibrio ambientale della valle». Tra gli espropriati anche Riccardo Arena che racconta di aver scelto la Val Trebbia trasferendosi da Roma per l’aria buona e per le necessità di salute della moglie, trovandosi ora davanti a una «prospettiva inattesa e difficile da accettare tra inquinamento e danni ambientali insostenibili». «Tra il progetto del 2017 che prevedeva 74mila metri quadrati di esproprio ai 320mila metri quadrati di quello attuale, vale a dire circa 36 campi di calcio di differenza» specifica Arena. «Una delle sette rotonde sorgerà su una vera e propria frana in movimento, cosa succederà quando inizieranno i lavori?» si chiede Losi.
Poi c’è anche chi perdere completamente la possibilità di parcheggiare la propria auto: «Il progetto prevede di passare proprio nel nostro cortile impedendoci ogni possibilità alternative» spiega Alessandro Marzio, residente a Molinazzo. Non solo giardini, cortili e garage ma anche vere e proprie abitazioni come afferma Daniele Fanzini, altro componente dell’associazione: «Un’abitazione riqualificata che scomparirà del tutto a Quadrelli, frazione del comune di Travo e tutto questo per quale indennizzo?».