Rifiuti, battaglia sulla tariffa puntuale. Sindaci e comitato pensano ai ricorsi
Nel mirino il Pef approvato a fine luglio Partono i banchetti per raccogliere le adesioni e i fondi per l’azione legale
Marcello Pollastri
|3 settimane fa

La battaglia sulla nuova tariffa dei rifiuti (Tcp) non si ferma. Dopo mesi di contestazioni, diffide e polemiche politiche, il fronte contrario al nuovo sistema di raccolta e al Piano economico finanziario (Pef) del servizio rifiuti si prepara a spostare sul fronte giudiziario. E potrebbero essere addirittura due i ricorsi al Tar contro il Pef approvato a fine luglio dal consiglio d’ambito e dai comuni del territorio.
Il primo è quello annunciato dal Comitato “Torniamo al Comune Pulito”, guidato da Eleonora Poli. Da questo fine settimana, ogni mercoledì e ogni sabato, partiranno in città i banchetti organizzati dall’associazione per raccogliere adesioni al comitato e, soprattutto, le risorse necessarie a sostenere l’iniziativa giudiziaria. L’obiettivo è mettere insieme una cifra che, secondo le prime stime di Poli, potrebbe aggirarsi intorno ai 15mila euro. Per impugnare la delibera c’è tempo fino al 20 ottobre.
Il comitato, dunque, prova ad autofinanziarsi. Ai banchetti sarà possibile iscriversi all’associazione, sostenere economicamente la campagna e contribuire alla costituzione del fondo destinato alle spese legali. Nel mirino c’è il Piano economico finanziario che costituisce la base del nuovo sistema, ma le contestazioni riguardano anche alcune scelte concrete contenute nell’impianto della Tcp. E proprio su questo punto il comitato ha già messo nero su bianco le proprie obiezioni nella diffida inviata al Comune di Piacenza, ad Atersir e, per conoscenza, ad Arera.
Il nodo principale sono le cosiddette utenze aggregate e, soprattutto, i cassonetti stradali presenti in alcune zone della città, in particolare nelle zone dove sono presenti i complessi di edilizia residenziale pubblica.
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