Ricerca sui nostri giovani. «C'è paura del precariato, ma anche una spinta a voler restare»
L'assessore Brianzi: aumentare l'attrattività. L'indagine, che sarà presentata mercoledì in commissione, ha sentito più di 2.500 persone

Patrizia Soffientini
|1 giorno fa

Sono bravi i nostri ragazzi. Soddisfatti dei loro studi. C’è chi vuole andarsene una volta laureato, ma molti - forse un po’ a sorpresa - vogliono restare a vivere qui, in una città e in una provincia che in quanto a qualità di vita ha da offrire tanto. Perché il lavoro corrisponda alle loro aspettative.
Si inverte un certo pessimismo nell’indagine “Giovani e lavoro a Piacenza”, promossa dall’assessorato alle Politiche giovanili del Comune di Piacenza e co-finanziata dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito della nuova Legge Regionale Talenti.
Il distillato di questa corposa indagine che ha sondato 2.500 giovani fra i 14 e i 35 anni, approderà nelle commissioni consiliari “Servizi Sociali” e “Sviluppo economico” riunite in seduta congiunta, domani, mercoledì alle 17.30, «grazie alla disponibilità e all’attenzione - sottolinea Francesco Brianzi, assessore alle Politiche Giovanili, Università e Ricerca - dei due presidenti, Tiziana Albasi e Luca Dallanegra, che ringrazio per la sensibilità con cui hanno riconosciuto l’importanza del tema». Dall’audizione dei professore Paolo Rizzi dell’Università Cattolica e di Adriano Mauro Ellena (Istituto Toniolo) «potrà scaturire un dibattito costruttivo, che favorisca osservazioni e proposte di tutti i consiglieri comunali e rappresenti un’occasione di confronto aperto anche per la città».
Lanciato in anteprima al Campus Arata del Politecnico durante il Festival del Pensare Contemporaneo, lo studio è stato realizzato infatti dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Studi Superiori e dal Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica: «Due realtà di eccellenza che hanno messo il proprio patrimonio di competenze e professionalità a garanzia della completezza e della profondità di questa ricerca, che non solo raccoglie una serie di dati quantitativi di grande interesse, ma ne misura l’impatto e il valore anche in termini qualitativi, dando realmente voce, grazie a una serie di focus group tematici, alle persone intervistate».
Assessore Brianzi, qual è la ragione di questa ricerca?
«L’ascolto strutturale dei giovani è essenziale per costruire azioni più efficaci e incisive per rispondere alle esigenze della comunità, individuando i punti di forza e le criticità che richiedono invece correttivi. Fare di Piacenza un laboratorio di innovazione sulle politiche giovanili era uno degli obiettivi strategici del nostro mandato, condiviso fin dall’avvio dell’Amministrazione con la sindaca Tarasconi e tutta la giunta».
Che uso farete di questa corposa messe di dati?
«I dati emersi da questa indagine confluiranno nell’attività di programmazione del Comune, proprio come avverrà per la Vig, la valutazione di impatto generazionale di cui la nostra Amministrazione è la prima, in Italia, a recepire e applicare le linee guida Anci, in un’ottica di trasparenza e responsabilità verso le nuove generazioni».
Cosa emerge nel sentimento di questi giovani?
«Soddisfazione generale sulle proprie attività di studio e lavoro: il 70 per cento degli intervistati assegna voti superiori al 7, con una media leggermente superiore per le donne e, sotto il profilo delle fasce d’età, livelli più alti per gli universitari, seguiti dai lavoratori e dagli studenti delle superiori. I giovani provenienti da altre parti d’Italia esprimono mediamente più soddisfazione».
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