Cervo semina il panico in Val Trebbia. Rescue Center: “Chi lo ha cresciuto ha creato pericolo”

09 Marzo 2019 13:45


Un cervo ha creato grande apprensione in Val Trebbia, nel comune di Coli, seminando il panico per diversi giorni.
In settimana erano arrivate alla polizia locale segnalazioni relative al mammifero che caricava le automobili, creando grave pericolo per i guidatori e per se stesso. Nei giorni scorsi era stato fotografato con un corpo estraneo nel fianco compatibile sia con una freccia che con una bacchetta di metallo per le recinzioni.

L’ultima chiamata è arrivata questa mattina, quando l’auto sulla quale viaggiava un gruppo di ragazzi è stata incornata dall’animale di oltre 100 chili. Sul posto sono intervenuti gli uomini della polizia ecozoofila, le forze dell’ordine e i volontari del Wildilife Rescue center per il recupero dell’animale.
La guardia zoofila autorizzata all’utilizzo del fucile per la telenarcosi ha colpito il mammifero che è stato condotto in un recinto. Questa mattina il corpo estraneo non era più presente sul fianco dell’animale.

Al termine dell’operazione Fabiana Ferrari del Wildlife Rescue Center ha lanciato un messaggio: “Contattateci appena trovate cuccioli di capriolo, daino, cervo e in generale, ma in particolare di ungulati, perché questi animali devono essere cresciuti in strutture dove vivono insieme ad animali della stesse specie per mantenere la loro naturale selvaticità. Farli vivere, invece, in un ambiente familiare significa crescere animali che non sanno riconoscere la propria specie di appartenenza e che quindi mostreranno atteggiamenti di confidenza che possono diventare molto pericolosi per l’uomo. Questo animale il prossimo anno peserà 200 chili e lasciato in libertà potrebbe creare grossi problemi per la sicurezza”.
Ora il cervo verrà inserito in un recinto con altri animali selvatici, ma se mostrerà atteggiamenti aggressivi sarà abbattuto. “Speriamo che essendo giovane possa stare tranquillo nel recinto e vivere a lungo, ma chi lo ha cresciuto finora ha messo a rischio la vita delle persone e dell’animale”, ha concluso Fabiana Ferrari.

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