Scatta la rimozione e la rottamazione delle bici abbandonate

07 Marzo 2025 13:31

Foto di Filippo Lezoli

C’è quella in piazzale Roma che ha ancora il cestino, diventato nel frattempo un ricettacolo di rifiuti. C’è poi quella a cui mancano completamente le ruote. Un’altra, ormai vandalizzata, è invece da tempo immemorabile attaccata alla ringhiera dei giardinetti. Un’altra ancora è ridotta a uno “scheletro”, sbattuta alla bell’e meglio in un angolo della strada. Ma le bici-carcasse hanno le ore contate.
Da qualche giorno, ovunque se ne trovi una, la polizia locale ha appiccicato un foglio in cui si fa riferimento all’ordinanza n. 597 datata 18 settembre dello scorso anno, che prevede l’avvio della rottamazione per quei velocipedi ormai ridotti al solo ricordo di una bicicletta e di conseguenza inutilizzabili.
Scritto in tre lingue – italiano, inglese e francese – il foglio informa che “il velocipede sarà rimosso e avviato alla rottamazione se non verrà sganciato e spostato entro le 8 del 4 marzo 2025”. Tempo scaduto, dunque, benché ancora le bici non siano state rimosse, cosa che fra l’altro è stata fatta notare sia sui social sia da alcuni lettori. Fatto sta che quel che resta di queste biciclette fa a pugni con il decoro urbano: spesso sono abbandonate nelle rastrelliere e diventano anche un pericolo per la sicurezza viabilistica, nonché un problema per i ciclisti che trovano occupato lo stallo dove mettere “a riposo” il proprio mezzo.
Fra l’altro, come di recente ha spiegato la garante per le persone con disabilità del Comune, Miriam Stefanoni, imbattersi nelle biciclette sul marciapiede, attaccate a un palo della luce o a una ringhiera, è un problema concreto per chi ha difficoltà di deambulazione. Un ostacolo difficilmente superabile in tutta sicurezza.

Il presupposto per la rimozione è che nelle bici abbandonate si ravvisi “una o più delle caratteristiche” indicate: ovvero non siano più funzionanti, prive di parti indispensabili al loro funzionamento e utilizzo (ad esempio copertoni, ruote, manubrio, sella, ecc.), mancanti delle caratteristiche costruttive e funzionali e non dotate dei dispositivi di equipaggiamento previsti dal Codice della strada, o ancora abbiano parti ammalorate che non ne consentano un immediato utilizzo.
Il Comune dichiara dunque guerra alle biciclette ridotte a carcasse, “cannibalizzate” perché private di ruote, cerchioni, sellini, persino manubri e pedali, o alle quali in altri casi viene portato via tutto il telaio lasciando la sola ruota. Anche questo è dato vedere passeggiando per la città, gettando l’occhio sulle rastrelliere.

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