Caro carburanti e lavoro. «In auto con i colleghi per risparmiare»

È il " car pooling", una rivoluzione dal basso: si condivide il veicolo per recarsi in ufficio. «Altrimenti se ne va parte importante dello stipendio»

Marcello Pollastri
|2 ore fa
Caro carburanti e lavoro. «In auto con i colleghi per risparmiare»
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«A un certo punto abbiamo fatto due conti e ci siamo detti: così non possiamo più andare avanti. Se continuiamo a venire al lavoro ognuno con la propria macchina, a fine mese se ne va una parte importante dello stipendio».
È da una frase come questa, più che da una grande politica sulla mobilità sostenibile, che si può raccontare una piccola rivoluzione quotidiana che sta prendendo forma anche nel Piacentino. Il caro carburante sta spingendo sempre più lavoratori a condividere l’auto per andare al lavoro. Quella modalità che va sotto il nome di car pooling. Non tanto per convinzione ambientalista, almeno all’inizio, quanto per necessità. Ci si organizza tra colleghi, si condividono i percorsi, si alternano le automobili e si dividono le spese. Una soluzione semplice, spontanea, nata dal basso.
Il fenomeno viene segnalato anche dalle principali organizzazioni sindacali, che proprio attraverso il rapporto quotidiano con lavoratori e aziende hanno il polso di quello che sta succedendo sul territorio.
«Ogni giorno devo fare 15 chilometri in andata e altrettanti al ritorno. Il costo in benzina si fa sentire a fine mese» spiega un altro.
È un car pooling molto diverso da quello immaginato nei grandi progetti di mobilità. Nessuna piattaforma sofisticata, nessuna organizzazione centralizzata. A Piacenza spesso basta un gruppo WhatsApp, una telefonata o una chiacchierata tra colleghi per mettere insieme due, tre o quattro persone che partono dallo stesso paese e lavorano nella stessa zona.
Il problema, appunto, è particolarmente evidente per chi vive fuori città. Per molti pendolari l’automobile non è facilmente sostituibile: gli orari di lavoro non coincidono con quelli del trasporto pubblico, i turni complicano ulteriormente gli spostamenti e alcuni poli produttivi o logistici non sono serviti in maniera adeguata.