Coppa nelle mense, gruppo di genitori contro la sindaca: «Chi pensa alla salute dei bambini?»

I “Genitori per un menù sano” contestano l'apertura di Katia Tarasconi al ritorno del salume nelle scuole dopo l'incontro con il Consorzio: «Le scelte spettano ai nutrizionisti, non alla politica». Chiesto un confronto urgente con Comune e Ausl.

Redazione Online
|2 ore fa
Coppa nelle mense, gruppo di genitori contro la sindaca: «Chi pensa alla salute dei bambini?»
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La coppa piacentina potrebbe tornare sulle tavole delle mense scolastiche, ma la polemica è tutt'altro che chiusa. Anzi, dopo l'incontro tra la sindaca Katia Tarasconi e i rappresentanti del Consorzio Salumi Tipici Piacentini, a intervenire è il gruppo “Genitori per un menù sano”, che contesta il metodo con cui si starebbe arrivando a modificare i pasti serviti agli alunni.
La domanda posta dai genitori è netta: «Chi sta tutelando l'interesse dei bambini?». E la critica investe direttamente l'amministrazione comunale, accusata di intervenire su decisioni che, secondo il gruppo, dovrebbero essere affidate ai professionisti della nutrizione e al confronto con le famiglie.

La coppa potrebbe tornare dalla terza elementare

A riaccendere il dibattito è stata la notizia dell'incontro in Municipio tra Tarasconi, il presidente del Consorzio Salumi Tipici Piacentini Antonio Grossetti e il direttore Roberto Belli.
La sindaca ha manifestato la disponibilità a chiedere all'Ausl di reinserire la coppa nel prossimo menù primaverile, limitandone la somministrazione agli alunni dalla terza classe della scuola primaria in poi.
Un'apertura arrivata dopo settimane di discussioni sull'esclusione del salume dalle mense piacentine e dopo il precedente intervento del Comune per la reintroduzione della lonza arrosto.
Non si tratta, tuttavia, di una decisione definitiva: la valutazione nutrizionale e di sicurezza alimentare del menù compete all'Ausl.

«I bambini non hanno un Consorzio che li rappresenti»

È proprio il confronto tra l'amministrazione e i produttori a suscitare le critiche del gruppo.
«I bambini non hanno un Consorzio che chieda un incontro in Municipio», osservano i Genitori per un menù sano. «Hanno però linee guida nutrizionali elaborate per tutelare la loro salute, professionisti dell'Ausl chiamati ad applicarle e Commissioni mensa attraverso le quali le famiglie partecipano al servizio».
Secondo i firmatari, la voce dei genitori verrebbe «continuamente scavalcata» a favore di interlocuzioni dirette tra politica e rappresentanti delle categorie economiche.
Il gruppo riconosce al Consorzio il diritto di tutelare le produzioni locali, ma contesta che questo possa tradursi in un impegno politico sulla composizione dei pasti scolastici.
«Le eccellenze piacentine si sostengano con gli strumenti della politica economica: il piatto dei bambini non è uno di questi», affermano.

«Niente salumi nel menù scolastico»

La posizione del gruppo è esplicita: i salumi non dovrebbero essere presenti nei pasti serviti a scuola.
«Non perché siano alimenti proibiti, ma perché la mensa deve offrire il miglior modello alimentare possibile sulla base delle indicazioni nutrizionali», spiegano i genitori.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la coppa piacentina, ma più in generale il ruolo della refezione scolastica nell'educazione alimentare dei bambini.
Il gruppo chiede che le scelte siano basate sulle linee guida nutrizionali e sulle valutazioni dei professionisti, senza che le pressioni politiche o economiche diventino determinanti.

Lo scontro sul ruolo delle Commissioni mensa

Un altro punto centrale della protesta riguarda le Commissioni mensa, organismi attraverso i quali le famiglie possono presentare osservazioni e proposte sul servizio.
«I genitori dedicano gratuitamente tempo per portare osservazioni e proposte. Se le decisioni passano attraverso interlocuzioni politiche dirette, quel percorso istituzionale viene svuotato del suo significato», sostiene il gruppo.
La richiesta è che venga rispettata una precisa divisione dei ruoli: le famiglie partecipano attraverso le Commissioni mensa, i professionisti valutano sulla base delle linee guida e la politica rispetta le competenze tecniche.

Chiesto un incontro alla sindaca e all'Ausl

La protesta non si fermerà al comunicato. “Genitori per un menù sano” annuncia che chiederà formalmente un incontro alla sindaca Tarasconi e all'Ausl di Piacenza per ottenere chiarimenti sul percorso seguito nella definizione dei menù.
«Questo metodo non è più tollerabile», affermano i firmatari, che chiedono spiegazioni sul ruolo effettivo delle Commissioni mensa e sull'autonomia riconosciuta ai professionisti sanitari.
La nuova presa di posizione arriva dopo una polemica che aveva assunto anche una dimensione politica nazionale. L'esclusione della coppa era stata inizialmente segnalata dalla consigliera comunale di Fratelli d'Italia Sara Soresi, mentre dalle opposizioni erano state avanzate ipotesi su possibili motivazioni culturali o religiose.
La sindaca aveva respinto quelle interpretazioni, ribadendo che le modifiche al menù erano legate a valutazioni nutrizionali e di sicurezza.
Ora il confronto si sposta su un'altra domanda: chi deve avere l'ultima parola su ciò che viene servito ai bambini nelle mense scolastiche?