A Piacenza 320 nuovi operatori per un costo di sette milioni, 132 dipendenti in malattia
Redazione Online
|6 anni fa

“Aprire un concorso di assunzione a tempo indeterminato per gli operatori sanitari che hanno avuto il coraggio di mettersi a disposizione temporaneamente nei nostri ospedali”. Il direttore generale dell’Asl di Piacenza Luca Baldino lo chiede alle istituzioni regionali e nazionali. Nel nostro territorio, infatti, sono stati 186 i medici, gli infermieri e gli oss finora ingaggiati con contratti di collaborazione (co.co.co) e altri rapporti di lavoro a breve scadenza per far fronte all’emergenza coronavirus. “Meritano un riconoscimento perché si sono messi in gioco in un momento terribile”. E anche l’Asl di Piacenza, senza dubbio, necessita ancora di questo esercito precario di professionisti della salute: “È difficile immaginare il funzionamento dell’ospedale senza queste risorse umane fondamentali”, ammette Baldino. Del resto la fine dell’epidemia è ben lontana: “La gente sta scendendo in strada, non nascondo il timore che la curva dei contagi possa tornare a crescere”.
320 NUOVI OPERATORI NELL’ASL DI PIACENZA – “In totale, abbiamo reclutato 320 operatori sanitari in più, di cui 186 professionisti con rapporti di lavoro temporanei, 20 volontari di protezione civile e 114 a tempo indeterminato. Sui 3.600 dipendenti complessivi – prosegue il direttore generale – le nuove assunzioni hanno un’incidenza quasi del dieci percento. Per quest’anno la spesa sostenuta dall’Asl allo scopo di ingaggiare ulteriori risorse umane ammonta a circa sette milioni di euro. In particolare, lo stanziamento per gli operatori a titolo temporaneo è di 2.915.730 euro”. Si parla di incarichi di collaborazione, occasionali e libero professionali urgenti destinati a infermieri, medici di malattie all’apparato respiratorio, medici di malattie infettive, chirurgi d’accettazione, oss, assistenti sanitari, farmacisti e non solo. Nel periodo di massimo bisogno per il nostro territorio le candidature sono arrivate da varie parti d’Italia: “Ai bandi online hanno partecipato persino alcune persone provenienti dal sud Italia, accettando contratti della durata di poche settimane o mesi. Credo che sia indispensabile stabilizzarle, riconoscendo il loro spirito di servizio con un ampio concorso di assunzioni a tempo indeterminato. Non bisogna dimenticare, poi, l’impegno dei pensionati: alla fine di febbraio, fin dalle prime ore dell’emergenza, fuori dall’ospedale di Piacenza ce n’erano già una ventina pronti a rimboccarsi le maniche spesso per un guadagno pari a zero, con le sole coperture assicurative”.
CARENZA STRUTTURALE DI MEDICI –L’Asl di Piacenza ha fatto i conti anche con le perdite: “Ad oggi abbiamo 132 dipendenti in malattia. Nelle scorse settimane c’è stato anche un apice di duecento… L’unico decesso, purtroppo, è stato quello di un’infermiera di radiologia che era assente dal reparto già da qualche mese a causa della leucemia”. L’allerta da coronavirus ha messo in evidenza la carenza di personale nelle strutture sanitarie? “In realtà – risponde il direttore Baldino – si tratta di una mancanza di medici in tutta Italia. Non c’è un bacino di riserva: in effetti l’emergenza da Covid-19 lo ha dimostrato. Non si riesce tuttora a reperire figure specialistiche, per esempio gli anestesisti. E la formazione dura una decina d’anni, quindi è impossibile crearle in pochi mesi. In un primo momento, infatti, ci siamo trovati a triplicare la terapia intensiva e a gestire i posti letto con lo stesso personale”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
L’addio degli amici a Deborah: «La sua voce illuminava i volti»
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Compra un camper con un assegno falso da 48mila euro, 26enne nei guai
4.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore

