La ruspa abbatte Case di Rocco: «Triste, indifferenza bipartisan»
Ieri mattina la rimozione dell’edificio che ospitò i monaci traghettatori. Italia Nostra: l’immobile andava consolidato
Filippo Lezoli
|4 ore fa

Case di Rocco abbattute
Case di Rocco non c’è più. Ieri è terminata la vicenda che da anni vede due fronti contrapposti: chi ha lottato per la riqualificazione dell’immobile di Sant’Antonio a Trebbia, come Italia Nostra, e chi invece ha scelto la via dell’abbattimento per venire incontro alle esigenze di sicurezza degli abitanti dei palazzi vicini, in quanto l’edificio era ormai pericolante, come riscontrato dai vigili del fuoco, e abbandonato.
La ruspa ieri ha fatto il suo lavoro, abbattendo l’edificio del 1600, ma sorto su una struttura molto più antica, di cui si hanno testimonianze del 1264, abitata fino alla metà del secolo XVIII dai “monaci traghettatori” e che la tradizione vorrebbe luogo di sosta per San Rocco.
Colpo dopo colpo è stato abbattuto ciò che ne restava.
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