Disagio giovanile, Crepet: serve un rapporto di fiducia reciproca
Lo psichiatra e sociologo commenta i fatti di Milano e l'allarme piacentino diffuso sui social. Come cambiano le sfide educative e sociali in piena era digitale
Elena Caminati
|2 ore fa

Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet
Dalla responsabilità genitoriale, alla concretezza delle mobilitazioni giovanili, fino alle regole per i colossi del web. Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, senza fronzoli e dritto al punto, non si è sottratto ad analizzare le tensioni sociali che caratterizzano questa fase delicata dove sono i giovanissimi a finire sulle prime pagine. Ma c’è anche altro: sfide educative e sociali in piena era digitale.
Partiamo dalla famiglia e dal ruolo dei genitori rispetto all’utilizzo degli strumenti digitali. Crepet, qual è la responsabilità degli adulti e quali strumenti hanno a disposizione verso i figli?
«Le responsabilità sono evidenti, ma non possiamo pensare di risolvere una questione di questa portata affidandoci unicamente al controllo dei genitori o a strumenti tecnici come il “parental control”. Non si gestisce un fenomeno così profondo e complesso con un semplice blocco sul telefono o con i divieti. I ragazzi oggi vivono in una dimensione in cui il mondo reale e quello digitale sono ormai del tutto integrati: la tecnologia è l’ambiente in cui crescono. Il ruolo degli adulti non deve essere quello della sorveglianza ossessiva, ma serve instaurare un rapporto basato sulla fiducia reciproca. Io, per esempio, abolirei strumenti come il registro elettronico. Per cui occorre, prima di tutto, una grande maturità da parte degli adulti e delle famiglie. Invece si vedono genitori sempre più infantilizzati».
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