Disagio giovanile in crescita, 800 incontri alla "Salute mentale di comunità"

Luca Brambatti è il neo direttore della nuova struttura Ausl che si affianca al Dipartimento di salute mentale e dipendenze psicologiche. "Ansia e depressione lieve faticano a trovare delle risposte adeguate"

Redazione Online
|2 ore fa
Da sinistra, Paola Bardasi, Luca Brambatti, Andrea Magnacavallo
Da sinistra, Paola Bardasi, Luca Brambatti, Andrea Magnacavallo
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“Il disagio giovanile è un fenomeno in costante crescita, che richiede una capacità sempre maggiore di intercettazione precoce e soprattutto una collaborazione più stretta tra le molteplici realtà operanti sul territorio e le diverse figure professionali coinvolte”. Parola di Luca Brambatti, neo direttore della Salute mentale di comunità, adolescenti e giovani dell’Ausl di Piacenza.
Una struttura nuova e innovativa, su cui l’Ausl ha deciso di puntare per investire sempre di più nella promozione della salute mentale di comunità. “Il mandato affidato alla nostra struttura è duplice”, chiarisce Brambatti in una nota inviata dall'Ausl. Da un lato si tratta di fornire una prima risposta ai bisogni di salute psichica di adolescenti e giovani, offrendo a ciascuno il livello di intervento più appropriato. “Agiamo nella logica della stepped care, termine che possiamo tradurre con l’idea di erogare a ciascuno il più appropriato livello di cura (né troppo né troppo poco), ottimizzando le risorse impiegate e massimizzando l’impatto sugli esiti per il cittadino. Prendiamo per esempio i disturbi emotivi comuni come ansia e depressione lieve: a volte faticano a trovare una risposta, mentre altre volte invece ne trovano una che, paradossalmente, è sovradimensionata ed eccessivamente clinicizzante rispetto ai bisogni effettivi del giovane”.  
In questo senso la struttura si presenta come un’opportunità in più per i cittadini, affiancandosi all’offerta specialistica del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche e al lavoro già svolto dai consultori e dallo Spazio giovani. Nel corso del 2025 le psicologhe e gli educatori professionali della struttura hanno erogato circa 800 incontri.  “Dall’altro lato, e questo è forse l’elemento più significativo e innovativo, puntiamo a rilanciare il processo di sviluppo e consolidamento della rete territoriale”. Come? Rendendo più semplici, stabili e funzionali i collegamenti e i percorsi di collaborazione tra servizi e professionisti che, a diverso titolo, possono intercettare il bisogno di un adolescente o di un giovane. La struttura lavorerà quindi per facilitare la collaborazione tra le diverse unità operative del Dipartimento e gli altri servizi aziendali, a partire dalla Sanità pubblica e dalle Cure primarie, con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, in modo da garantire le cure più appropriate a seconda dell’età e dei bisogni del singolo.
"Operando all’interno della Casa della Comunità intendiamo rendere più stabile la collaborazione con tutti i soggetti che operano sul territorio per la promozione, prevenzione e intercettazione precoce dei bisogni psicologici degli adolescenti e dei giovani adulti come ad esempio i servizi sociali, gli operatori degli spazi di ascolto scolastici e i Centri per le famiglie senza dimenticare il ruolo fondamentale degli enti del terzo settore e di tutti i cittadini direttamente interessati”.  "L’idea – continua Brambatti – è che non esistano porte sbagliate a cui bussare. Quale che sia il punto di accesso a cui si rivolge un giovane, la rete deve essere in grado di prenderlo in carico. Vogliamo costruire connessioni più stabili tra servizi sanitari, scuola e territorio, perché chi intercetta una situazione di disagio possa trovare riferimenti chiari e facilitare il percorso della persona”.  
La risposta al disagio giovanile non può essere soltanto sanitaria. “Occorre lavorare insieme sui diversi fattori che incidono sul benessere delle persone, rafforzando i rapporti tra servizi e territorio e promuovendo una visione della salute nella sua globalità”.  
Luca Brambatti. Classe 1973, dirigente psicologo e psicoterapeuta, Brambatti lavora da 18 anni all’Azienda Usl di Piacenza, dove ha già ricoperto l’incarico di responsabile del Programma aziendale di psicologia clinica e di comunità. Prima di arrivare a Piacenza ha lavorato nell’Azienda Sanitaria Locale di Cremona, occupandosi principalmente di programmazione, gestione ed erogazione di servizi sanitari e sociosanitari in favore di cittadini adulti con disabilità.