«Piazza Cittadella, reperti nascosti». Il Comune: atti già pubblici
Bissi (Archistorica): «L'amministrazione non disse dei ritrovamenti emersi durante gli scavi». La replica: «C'è la sorveglianza della Soprintendenza»
Gustavo Roccella
|2 ore fa

Il cantiere di piazza Cittadella prima della riconsegna di Gps al Comune
Il Comune «ha tenuto nascosta» la relazione di Arcadis dove è scritto che «tra il 2024 e il 2025, proprio quando i lavori di scavo (per il parcheggio interrato, ndr) si sono fermati, sono venute alla luce vestigia archeologiche». E’ l’accusa che, in tema di piazza Cittadella, Manrico Bissi, presidente di Archistorica, muove all’amministrazione che ribatte rispedendola al mittente e assicurando la trasparenza di ogni passaggio.
In un video pubblicato su Facebook, con in mano la relazione commissionata dal Comune ad Arcadis, lo studio che, tramontata la previsione del parcheggio interrato a seguito della risoluzione contrattuale con l’appaltatore (Gps), ha avuto l’incarico di progettare la riqualificazione della piazza in superficie, Bissi ha ricostruito le fasi che hanno portato all’avvio nel 2024 del cantiere e alla sua prematura interruzione dopo fasi di scavo preliminari: «Già intaccando i livelli più superficiali, 2,5 metri di profondità, i mezzi meccanici e i successivi scavi manuali hanno intercettato massicci depositi di materiali litici da costruzione e consistenti lacerti di antiche rovine di pietra», racconta nel video il presidente di Archistorica citando testualmente un passo della relazione. Che così continua: «Spingendosi alla considerevole quota di 4 metri sono immediatamente emerse dense e inequivocabili stratificazioni di strutture portanti in laterizio».
«Perché, anziché motivare il fermo dei lavori con l’intercettazione di tubature, non è stato detto alla cittadinanza che sotto la piazza sono emerse queste tracce?», incalza Bissi che, peraltro, definendola egli stesso «una polemica in questo momento sterile», sposta l’attenzione su ciò che ora «diventa imperativo», ossia «che sulla piazza vengano condotte adeguate indagini archeologiche geognostiche, perché è evidente che qualunque riqualificazione, anche di superficie, dovrà tener conto di ciò che c’è nel sottosuolo».
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