Roberta Boveri: «Con l’incisione racconto me stessa e supero i momenti difficili»
Dai primi corsi all’Istituto Gazzola all’insegnamento nello stesso istituto. L’artista racconta a “Storie di Voi” su Telelibertà la passione per una tecnica fatta di pazienza, sperimentazione ed emozioni.
Alice Morelli
|2 ore fa

Roberta Boveri
«Ho scoperto l’incisione tanti anni fa, mentre frequentavo i corsi di disegno e pittura dell’Istituto d’arte Gazzola di Piacenza. Durante la consueta mostra di fine anno mi sono imbattuta nei lavori curati da Bruno Missieri, e da quel momento è stato amore a prima vista per questa tecnica».
Inizia così il racconto di Roberta Boveri affidato alle telecamere di Telelibertà all’interno del format settimanale ‘Storie di Voi’. Quello dell’artista piacentina è stato a tutti gli effetti un viaggio nell’arte e nella sperimentazione; dopo un lungo percorso formativo, infatti, l’artista piacentina si è trovata a vestire i panni dell’insegnante proprio in quell’istituto che le ha cambiato la vita: «Sono partita da ragioneria – scherza l’artista nel tentativo di tracciare una cronistoria del suo percorso – per anni ho represso la mia creatività, dopodiché ho scelto di iscrivermi ai primi corsi. Negli anni ho sperimentato, ho studiato numerose tecniche. Una volta uscita dal Gazzola, mi sono poi iscritta all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano».
Durante la visita al laboratorio dove tramanda ai suoi allievi il sapere accumulato in decenni di esperienza tra lastre e torchi, Boveri ha raccontato anche il lato più intimo delle sue opere. «I miei lavori sono molto legati a me, alle mie esperienze di vita oppure alle sensazioni che sto vivendo in un preciso momento – spiega -. Si tratta soprattutto di autoritratti in bianco e nero dove viene contrastato il distacco tra le luci e le ombre. Sono lavori molto intimi, dai quali ho anche imparato a guarire dai brutti periodi, semplicemente provando a rappresentarli», prosegue con un filo di voce che tradisce l’emozione. Un processo lungo, quello dell’incisione, che può richiedere anche giorni prima di vedere l’opera completata.
Si lavora su lastre inchiostrate a mano e stampate manualmente tramite un torchio. La tecnica ha regole precise: «Bisogna studiare e avere voglia di sporcarsi le mani. Inoltre, richiede pazienza, concentrazione e un apprendistato molto lungo – afferma – cosa preferisco dell’incisione? Forse proprio la sua difficoltà.
Anche il dover selezionare gli elementi da rappresentare, semplificando al massimo un’immagine, è un processo molto complicato. Ma il momento più affascinante è la stampa, perché fino all’ultimo resta l’incognita del risultato. A volte puoi avere sorprese positive, altre volte le aspettative non vengono mantenute. Ed è proprio questo il punto. Anche replicando più volte la stessa immagine, la sua resa è sempre differente».
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