Addio a Nino Bergonzi, Piacenza saluta chi l’ha fatta sognare

Con il padre Bruno e il fratello Augusto ha gestito il cinema Politeama per molti anni. L’idea di creare il primo multisala... e nacque il Ritz

Filippo Lezoli
|2 ore fa
Addio a Nino Bergonzi, Piacenza saluta chi l’ha fatta sognare
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l Ora che anche Nino Bergonzi non c’è più, si fa meno nitido il ricordo di quando la città con poco più di mille lire comprava un sogno lungo due ore. L’ultimo rappresentante della famiglia che per decenni ha gestito il Politeama e molti altri cinema in città e provincia è morto due giorni fa a 95 anni, cinque anni dopo il fratello Augusto, che aveva condiviso con lui questa lunga avventura.
Da poco prima della guerra fino al 1984 la famiglia Bergonzi gestisce il Politeama, prima con il padre Bruno, poi con i figli Nino e Augusto, solo alla metà di quel decennio lo cederà a Giancarlo Leonardi. Nel Dopoguerra anche a Piacenza è lecito immaginare il futuro. Il grande schermo contamina con i suoi sogni la quotidianità delle persone, fatta di rovine fisiche e macerie morali, da cui i piacentini cercano di affrancarsi. Il cinema può aiutare. Nino e Augusto Bergonzi lo capiscono presto.
Ereditato il Politeama dal padre Bruno, che salvaguardando e tutelando la facciata liberty cominciò i lavori di restauro - fu durante gli ultimi lavori di rifacimento, che urtato da una scavatrice, trovò la morte nell’agosto del 1971 - i fratelli Bergonzi si ritrovano a gestire da soli una trentina di sale in tutto il territorio piacentino, ma soprattutto sono fra i primi a pensare di allargare l’immaginario della città di provincia, aggiungendo nel 1976 al Politeama la sala Ritz, duecento posti con il massimo dei comfort e un’attrezzatura tecnica d’avanguardia.
Nasce così il multisala.
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