Guardie ittiche volontarie: impegno per la tutela del fiume
Non solo vigilanza e sanzioni, ma anche salvaguardia delle specie, soprattutto autoctone
Leonardo Chiavarini
|2 ore fa

Recupero di pesci in un canale - © Libertà/Leonardo Chiavarini
Come sentinelle vegliano sul fiume e si prendono cura delle varietà di pesci che lo abitano. Le Guardie giurate ittiche volontarie (Ggiv) sono cittadini che svolgono – a titolo gratuito e nel loro tempo libero – un servizio oggi sempre più prezioso. Coordinate dalla Polizia provinciale, operano lungo fiumi, laghi e torrenti, assicurando un futuro alla pesca sportiva e amatoriale, ma soprattutto contribuendo alla tutela degli ambienti acquatici e del patrimonio naturale di un territorio. Nel Piacentino, la principale realtà di riferimento è la Fipsas (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee), presente a livello locale con 18 guardie ittiche volontarie. I dati forniti dalla federazione, a ottobre del 2026, raccontano di oltre 50 servizi di vigilanza, 273 pescatori controllati, alcune segnalazioni per abbandono di rifiuti nel greto dei fiumi e 27 sanzioni, tra cui 12 per pesca in zona vietata, 4 per pesca con attrezzi non consentiti e 5 per detenzione di fauna ittica in periodo di divieto o sottomisura. Questi numeri, però, non bastano a dar conto di un volontariato che si concretizza in più forme. Ne sono un esempio i recuperi di fauna ittica dalle secche, eseguiti in stretta sinergia con il Consorzio di Bonifica di Piacenza: servizi che si sono resi sempre più necessari negli ultimi anni e in particolare durante la scorsa estate, caratterizzata da mesi di temperature roventi e da una siccità diffusa.
LA PESCA E L’AMBIENTE
A parlarci delle attività delle Ggiv di Fipsas sul nostro territorio sono stati Andrea Villa e Angelo Bugada, rispettivamente coordinatore delle Guardie ittiche volontarie e presidente del comitato Fipsas di Piacenza. Per entrambi, la scelta ha origine da una passione per la pesca e per l’ambiente. «I due aspetti vanno di pari passo – spiegano –. Il pescatore appassionato è il primo ad avere a cuore il benessere dei nostri corsi d’acqua e dunque il rispetto delle regole che garantiscono la preservazione del patrimonio ittico e della biodiversità di questi ambienti tanto belli quanto fragili. Possiamo dire – continuano – che la maggior parte dei pescatori collaborano con noi e, anzi, sono i primi a segnalarci eventuali irregolarità». Le Guardie ittiche volontarie, che sono guardie particolari giurate per decreto di nomina, vigilano sulla pesca a 360 gradi: rispetto delle norme, controllo dei permessi, delle strumentazioni, delle zone e della quantità di pesce pescato. Il loro intervento risulta fondamentale anche nel contrasto al bracconaggio. «È un fenomeno diffuso più che altro nel delta del Po – spiega Villa – ma è capitato di intercettare gruppi di bracconieri anche nelle nostre zone. Di solito agiscono sul fiume Po, nelle ore notturne, e pescano enormi quantità di pesce utilizzando strumenti vietati come gli storditori elettrici. In questi casi, noi Ggiv raccogliamo le segnalazioni e verifichiamo sul posto, monitorando la situazione e informando poi le forze dell’ordine per un intervento diretto e tempestivo».
A parlarci delle attività delle Ggiv di Fipsas sul nostro territorio sono stati Andrea Villa e Angelo Bugada, rispettivamente coordinatore delle Guardie ittiche volontarie e presidente del comitato Fipsas di Piacenza. Per entrambi, la scelta ha origine da una passione per la pesca e per l’ambiente. «I due aspetti vanno di pari passo – spiegano –. Il pescatore appassionato è il primo ad avere a cuore il benessere dei nostri corsi d’acqua e dunque il rispetto delle regole che garantiscono la preservazione del patrimonio ittico e della biodiversità di questi ambienti tanto belli quanto fragili. Possiamo dire – continuano – che la maggior parte dei pescatori collaborano con noi e, anzi, sono i primi a segnalarci eventuali irregolarità». Le Guardie ittiche volontarie, che sono guardie particolari giurate per decreto di nomina, vigilano sulla pesca a 360 gradi: rispetto delle norme, controllo dei permessi, delle strumentazioni, delle zone e della quantità di pesce pescato. Il loro intervento risulta fondamentale anche nel contrasto al bracconaggio. «È un fenomeno diffuso più che altro nel delta del Po – spiega Villa – ma è capitato di intercettare gruppi di bracconieri anche nelle nostre zone. Di solito agiscono sul fiume Po, nelle ore notturne, e pescano enormi quantità di pesce utilizzando strumenti vietati come gli storditori elettrici. In questi casi, noi Ggiv raccogliamo le segnalazioni e verifichiamo sul posto, monitorando la situazione e informando poi le forze dell’ordine per un intervento diretto e tempestivo».
INCUBATOI E RIPOPOLAMENTI
Non solo vigilanza e sanzioni, ma anche tutela delle specie ittiche, in particolare quelle autoctone. Le Ggiv sono anche impegnate sul fronte dei ripopolamenti dei corsi d’acqua. «Nella nostra provincia è attiva un’iniziativa regionale legata alle trote mediterranee – spiega Bugada –. Grazie a una convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e i comitati Fipsas, la presenza di questa specie autoctona viene così tutelata». Luoghi indispensabili per il progetto sono gli incubatoi. «In provincia ne gestiamo tre (a Bobbio, a Canadello e a Lugagnano) in collaborazione con Arci pesca ed Enalpesca – continua Bugada –. Si tratta di particolari vasche in cui vengono immesse le uova di trota fornite dalla Regione. Per una quarantina di giorni, i volontari se ne prendono cura. Poi, solitamente tra marzo e aprile, quando le uova lasciano posto agli avannotti (piccoli pesci che hanno terminato la fase larvale), quest’ultimi vengono prelevati con appositi sacchetti ossigenati e successivamente “seminati” a migliaia nei canali e nei torrenti di montagna. La percentuale di avannotti che sopravvivono fino a diventare trote è assai limitata, ma fondamentale per assicurare la presenza della specie nei nostri corsi d’acqua». Un’altra specie ittica che nel territorio piacentino sta godendo di una particolare tutela è il luccio italico. «Mentre altrove scompare, qui, invece, resiste ancora – spiega Bugada –. Grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica e insieme ad altre associazioni, abbiamo recuperato centinaia di esemplari durante lo svaso delle dighe. E un progetto pilota potrebbe presto portare a ripopolare la specie in tutta la regione».
Non solo vigilanza e sanzioni, ma anche tutela delle specie ittiche, in particolare quelle autoctone. Le Ggiv sono anche impegnate sul fronte dei ripopolamenti dei corsi d’acqua. «Nella nostra provincia è attiva un’iniziativa regionale legata alle trote mediterranee – spiega Bugada –. Grazie a una convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e i comitati Fipsas, la presenza di questa specie autoctona viene così tutelata». Luoghi indispensabili per il progetto sono gli incubatoi. «In provincia ne gestiamo tre (a Bobbio, a Canadello e a Lugagnano) in collaborazione con Arci pesca ed Enalpesca – continua Bugada –. Si tratta di particolari vasche in cui vengono immesse le uova di trota fornite dalla Regione. Per una quarantina di giorni, i volontari se ne prendono cura. Poi, solitamente tra marzo e aprile, quando le uova lasciano posto agli avannotti (piccoli pesci che hanno terminato la fase larvale), quest’ultimi vengono prelevati con appositi sacchetti ossigenati e successivamente “seminati” a migliaia nei canali e nei torrenti di montagna. La percentuale di avannotti che sopravvivono fino a diventare trote è assai limitata, ma fondamentale per assicurare la presenza della specie nei nostri corsi d’acqua». Un’altra specie ittica che nel territorio piacentino sta godendo di una particolare tutela è il luccio italico. «Mentre altrove scompare, qui, invece, resiste ancora – spiega Bugada –. Grazie alla collaborazione con il Consorzio di Bonifica e insieme ad altre associazioni, abbiamo recuperato centinaia di esemplari durante lo svaso delle dighe. E un progetto pilota potrebbe presto portare a ripopolare la specie in tutta la regione».
PESCI DA SALVARE
Le collaborazioni con la Provincia di Piacenza, la Regione Emilia-Romagna e il Consorzio di Bonifica di Piacenza, permettono alle Guardie ittiche volontarie e ai volontari delle associazioni di operare per il salvataggio della fauna ittica sia nei periodi di secca che in quelli di piena. «La scorsa estate è stata particolarmente movimentata – racconta Villa –. Abbiamo effettuato numerosi salvataggi di pesci trovati a boccheggiare nelle pozze. La siccità ha infatti colpito duramente anche in zone e tratti di fiume storicamente non così sensibili al fenomeno». Le operazioni di recupero sono spesso complesse e articolate e necessitano di grande impegno e collaborazione. «Si parte sempre da una valutazione attenta – spiega Villa –. Se si ritiene che i pesci siano a rischio, allora si interviene. Di solito si utilizza un elettro storditore calibrato apposta per non nuocere, dopodiché si caricano i pesci su mezzi dotati di vasche e relativi ossigenatori, utili a un trasporto in sicurezza fino al rilascio in tratti di fiume adeguati per i pesci».ì
Le collaborazioni con la Provincia di Piacenza, la Regione Emilia-Romagna e il Consorzio di Bonifica di Piacenza, permettono alle Guardie ittiche volontarie e ai volontari delle associazioni di operare per il salvataggio della fauna ittica sia nei periodi di secca che in quelli di piena. «La scorsa estate è stata particolarmente movimentata – racconta Villa –. Abbiamo effettuato numerosi salvataggi di pesci trovati a boccheggiare nelle pozze. La siccità ha infatti colpito duramente anche in zone e tratti di fiume storicamente non così sensibili al fenomeno». Le operazioni di recupero sono spesso complesse e articolate e necessitano di grande impegno e collaborazione. «Si parte sempre da una valutazione attenta – spiega Villa –. Se si ritiene che i pesci siano a rischio, allora si interviene. Di solito si utilizza un elettro storditore calibrato apposta per non nuocere, dopodiché si caricano i pesci su mezzi dotati di vasche e relativi ossigenatori, utili a un trasporto in sicurezza fino al rilascio in tratti di fiume adeguati per i pesci».ì
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