Quell’atmosfera autunnale nel nostro parco urbano della Galleana pieno di gente
Una domenica mattina a spasso nell’area verde tra svago attività sportiva, incontri e persone alla ricerca di “respiro”
Dea De Angelis
|2 ore fa

Il Parco della Galleana - © Libertà/Dea De Angelis
Parco della Galleana, il nostro polmone verde, nella sua versione di inizio autunno. In primo piano una quercia.
Sta per terminare l’orario estivo di apertura del parco della Galleana (ore 6.00/22.30 fino a ottobre), il nostro più grande polmone verde, in città. Da novembre a febbraio i cancelli si apriranno alle sei del mattino ma chiuderanno alle ore 19. Un segnale evidente di cambio stagione dettato soprattutto dalla luce naturale. Nelle ultime settimane abbiamo raccontato della necessità diffusa che le aree verdi urbane siano e presenti e accessibili. Ne derivano benefici sociali e psicofisici non trascurabili. Siamo entrati domenica mattina, sfruttando una mite giornata ottobrina, per provare a capire quanto i cittadini apprezzino aree verdi, con sentieri tra i filari di alberi ed estesi prati. E per farlo, non potevamo che varcare la soglia del parco della Galleana, uno dei luoghi simbolo di Piacenza. Qui già all’ingresso abbiamo respirato aria di socialità: coppie in passeggiata, atleti in allenamento, sigle a passeggio con l’amico a quattro zampe, fermi ogni tre passi a chiacchierare con altri possessori di cani, nonni in bicicletta con i nipoti, incontri tra nuclei familiari, ragazzi stesi sul prato a fare esercizio fisico, area bimbi attrezzata invasa da piccoli acrobati. Insomma, un sorprendente viavai, in una piacevole atmosfera autunnale tra sentieri curati e zone boschive più selvagge. Il parco della Galleana è un patrimonio prezioso della città sin dagli anni ’80, quando l’ex area militare - grazie all’iniziativa del Comune allora guidato da Stefano Pareti - fu vincolata a verde. Oggi restano ancora ruderi di strutture militari, ma ovviamente la sua ricchezza sono gli alberi: bagolaro, quercia, acacia, robinia, ailanto, ciliegio, noce e molti arbusti, per esempio il rovo o la rosa canina, l’unica rosa selvatica, con le bacche rosse già mature. Dal 1997, come molti piacentini sapranno, l’area verde è stata intitolata a papa Giovanni Paolo II. Si estende per sedici ettari ben recintati, due terzi sono prato e un terzo aree boschive, nella zona sud ovest della città. Il parco, accessibile al pubblico, dotato di alcuni pannelli informativi è anche meta per uscite didattiche delle scuole piacentine. Rappresenta un meraviglioso corridoi ecologico tra le valli piacentine e la città. Una realtà che fa “respirare” i cittadini e contemporaneamente funziona da rifugio per la tutela o la conservazione della biodiversità. Uscendo dal lato che porta alla Parrocchia di San Corrado - ricordiamo che gli accessi sono almeno tre - siamo stati sorpresi da un’ampia area di riforestazione urbana.
Sta per terminare l’orario estivo di apertura del parco della Galleana (ore 6.00/22.30 fino a ottobre), il nostro più grande polmone verde, in città. Da novembre a febbraio i cancelli si apriranno alle sei del mattino ma chiuderanno alle ore 19. Un segnale evidente di cambio stagione dettato soprattutto dalla luce naturale. Nelle ultime settimane abbiamo raccontato della necessità diffusa che le aree verdi urbane siano e presenti e accessibili. Ne derivano benefici sociali e psicofisici non trascurabili. Siamo entrati domenica mattina, sfruttando una mite giornata ottobrina, per provare a capire quanto i cittadini apprezzino aree verdi, con sentieri tra i filari di alberi ed estesi prati. E per farlo, non potevamo che varcare la soglia del parco della Galleana, uno dei luoghi simbolo di Piacenza. Qui già all’ingresso abbiamo respirato aria di socialità: coppie in passeggiata, atleti in allenamento, sigle a passeggio con l’amico a quattro zampe, fermi ogni tre passi a chiacchierare con altri possessori di cani, nonni in bicicletta con i nipoti, incontri tra nuclei familiari, ragazzi stesi sul prato a fare esercizio fisico, area bimbi attrezzata invasa da piccoli acrobati. Insomma, un sorprendente viavai, in una piacevole atmosfera autunnale tra sentieri curati e zone boschive più selvagge. Il parco della Galleana è un patrimonio prezioso della città sin dagli anni ’80, quando l’ex area militare - grazie all’iniziativa del Comune allora guidato da Stefano Pareti - fu vincolata a verde. Oggi restano ancora ruderi di strutture militari, ma ovviamente la sua ricchezza sono gli alberi: bagolaro, quercia, acacia, robinia, ailanto, ciliegio, noce e molti arbusti, per esempio il rovo o la rosa canina, l’unica rosa selvatica, con le bacche rosse già mature. Dal 1997, come molti piacentini sapranno, l’area verde è stata intitolata a papa Giovanni Paolo II. Si estende per sedici ettari ben recintati, due terzi sono prato e un terzo aree boschive, nella zona sud ovest della città. Il parco, accessibile al pubblico, dotato di alcuni pannelli informativi è anche meta per uscite didattiche delle scuole piacentine. Rappresenta un meraviglioso corridoi ecologico tra le valli piacentine e la città. Una realtà che fa “respirare” i cittadini e contemporaneamente funziona da rifugio per la tutela o la conservazione della biodiversità. Uscendo dal lato che porta alla Parrocchia di San Corrado - ricordiamo che gli accessi sono almeno tre - siamo stati sorpresi da un’ampia area di riforestazione urbana.

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