Uomo Vs Donna: quando l’influenza riflette le differenze biologiche
In questo periodo si manifestano in modo chiaro dalla maniera in cui viene affrontato un raffreddore: i maschi sono in ginocchio
Anna Morando
|2 ore fa

L'influenza per l'uomo è una tragedia che blocca tutto, per la donna una delle tantissime cose da affrontare
Bentornati cari amici lettori, oggi voglio parlare di un evento che a breve si manifesterà in molte case italiane e non: il periodo influenzale.
Con le mezze stagioni che non esistono più (lo so, sto lentamente trasformando in mia madre) la facilità nel prendersi qualcosa è salita del 200%, anche perchè non so da voi, ma qui ieri ero a maniche corte e stamattina la sveglia me l’ha spenta un pinguino che si sta preparando alla stagione sciistica. Il corpo non si adatta, si arrende direttamente.
Sta di fatto che in questo periodo si manifestano le differenze reali tra uomo e donna. Attenzione, non parlo di sesso, forza o capacità di fare carriera, caratteristiche che personalmente attribuisco al singolo indipendentemente dal sesso. Parlo del modo in cui viene affrontato il raffreddore.
Da una parte troviamo uomini: quelli forti, che si offrono sempre di portare i cestelli d’acqua e borse pesanti, abbattuti come dalla contraerea come nei migliori videogiochi. Appena il termometro segna 37 e qualche linea perdono completamente la capacità di movimento, di ragionamento (anche se quella in alcuni casi è patologica e non possiamo farci nulla) e diventano dei molluschi senza scheletro, passando le giornate oscillando tra divano e letto. In alcuni casi quando la temperatura arriva a 37.6, inizia a fare testamento e pensare di ricevere l’estrema unzione.
Dall’altra troviamo le donne: carriera, figli, spesa, casa, abituate ad avere nella mente un trilione di cose nello stesso momento, che affrontano molto diversamente la situazione.
Probabilmente abbiamo una soglia del dolore fisico e mentale molto più alta di quella dell’essere maschile, basti pensare a tutte le menate fisiche che subiamo da quando siamo adolescenti alla fine della nostra vita: tra ciclo, parto in alcuni casi, menopausa e altro, una temperatura sopra i 37,6 la intendiamo una lieve stanchezza e non ci facciamo certo impressionare da un po’ di muco che cola.
Io credo che nella società odierna le cose dovrebbero essere equilibrate: in una coppia, quello che sta male riposa, quello che sta bene copre al resto. E questo vale anche nella quotidianità, ci si aiuta a vicenda.
Siamo nel 2027 quasi, pensare che la donna debba farsi carico sempre di tutto mi sembra un’idea medioevale. E lo dico anche a noi stesse: impariamo a fermarci.
Lo so, a volte ci viene difficile, ma in fondo, Wonder Woman dormiva ogni tanto no?
Quindi, cari amici lettori, vi saluto: ho il naso che cola e una lista di cose da fare per approfittare di questo tempo a casa. Mi fermo ogni tanto, promesso.
Con le mezze stagioni che non esistono più (lo so, sto lentamente trasformando in mia madre) la facilità nel prendersi qualcosa è salita del 200%, anche perchè non so da voi, ma qui ieri ero a maniche corte e stamattina la sveglia me l’ha spenta un pinguino che si sta preparando alla stagione sciistica. Il corpo non si adatta, si arrende direttamente.
Sta di fatto che in questo periodo si manifestano le differenze reali tra uomo e donna. Attenzione, non parlo di sesso, forza o capacità di fare carriera, caratteristiche che personalmente attribuisco al singolo indipendentemente dal sesso. Parlo del modo in cui viene affrontato il raffreddore.
Da una parte troviamo uomini: quelli forti, che si offrono sempre di portare i cestelli d’acqua e borse pesanti, abbattuti come dalla contraerea come nei migliori videogiochi. Appena il termometro segna 37 e qualche linea perdono completamente la capacità di movimento, di ragionamento (anche se quella in alcuni casi è patologica e non possiamo farci nulla) e diventano dei molluschi senza scheletro, passando le giornate oscillando tra divano e letto. In alcuni casi quando la temperatura arriva a 37.6, inizia a fare testamento e pensare di ricevere l’estrema unzione.
Dall’altra troviamo le donne: carriera, figli, spesa, casa, abituate ad avere nella mente un trilione di cose nello stesso momento, che affrontano molto diversamente la situazione.
Probabilmente abbiamo una soglia del dolore fisico e mentale molto più alta di quella dell’essere maschile, basti pensare a tutte le menate fisiche che subiamo da quando siamo adolescenti alla fine della nostra vita: tra ciclo, parto in alcuni casi, menopausa e altro, una temperatura sopra i 37,6 la intendiamo una lieve stanchezza e non ci facciamo certo impressionare da un po’ di muco che cola.
Io credo che nella società odierna le cose dovrebbero essere equilibrate: in una coppia, quello che sta male riposa, quello che sta bene copre al resto. E questo vale anche nella quotidianità, ci si aiuta a vicenda.
Siamo nel 2027 quasi, pensare che la donna debba farsi carico sempre di tutto mi sembra un’idea medioevale. E lo dico anche a noi stesse: impariamo a fermarci.
Lo so, a volte ci viene difficile, ma in fondo, Wonder Woman dormiva ogni tanto no?
Quindi, cari amici lettori, vi saluto: ho il naso che cola e una lista di cose da fare per approfittare di questo tempo a casa. Mi fermo ogni tanto, promesso.
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