Gioco nei condomini, appello al sindaco: "Ci aiuti, serve un Vietato vietare"
Redazione Online
|4 anni fa

I “no” sono diventati più numerosi dei “sì”, hanno preso la forma di codici e codicilli condominiali, orari, permessi, e alla fine contro la larga invivibilità dei cortili dei palazzi è nato un appello scritto dalle nonne e inviato alla sindaca e presidente della Provincia Patrizia Barbieri, tanto pare che il livello di intolleranza verso le risate, le litigate e i “Pronti partenza viaaa” dei bambini sia diventato ormai ingestibile.
“Penso sia giusto parlare di quel che sta accadendo sempre più diffusamente in città”, spiega una nonna e insegnante, tra le più attive nel chiedere l’aiuto del sindaco.
“Troppo spesso non si ha adeguata conoscenza dei diritti dei bambini, sanciti per legge, si sottovalutano i loro bisogni, e non va dimenticato quanto i più piccoli abbiano sopportato durante il lockdown. Hanno pagato un prezzo altissimo, alcuni non avevano neppure un terrazzo cui affacciarsi. Pure i cani potevano sgambare, i bambini no. Ora non si può neppure andare in cortile. Alcuni palazzi lo consentono dalle 16:30 in poi, quando c’è buio in inverno. Ci sono rigidi paletti, richiami continui. Eppure parliamo di bambini educati, che vogliono solo giocare”.
C’è chi cita l’esempio di Bologna: “Il Comune di Bologna ha garantito con un provvedimento ad hoc il diritto ai bambini e agli adolescenti di giocare nei cortili, nei giardini all’aperto, negli spazi condominiali condivisi. L’idea si chiama “Vietato vietare” e penso sia bellissima. Sarebbe importante se la sindaca Barbieri la valutasse anche per la nostra Piacenza”.
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