Processo per la casa demolita a Ferriere, assolto il geometra che seguì i lavori
Le proprietarie sostenevano che l’immobile a Vaio di Centenaro doveva essere consolidato e che l’abbattimento avvenne a loro insaputa

Paolo Marino
|1 settimana fa

Il geometra Giampietro Labati di Ferriere è stato assolto dall’accusa di danneggiamento in relazione all’abbattimento di una abitazione in località Vaio di Centenaro. Secondo la Procura, che aveva chiesto la condanna a un anno, l’intervento di ristrutturazione e consolidamento della casa non prevedeva la demolizione. Una tesi a cui l’imputato si è sempre opposto, sostenendo che l’opzione di radere al suolo l’immobile era stata contemplata e che i proprietari ne erano al corrente.
È stato il giudice Ivan Borasi a pronunciare la sentenza di assoluzione perché “il fatto non costituisce reato”. «Siamo sempre stati convinti che non ci fosse alcuna responsabilità dell’imputato - ha commentato l’avvocato Massimo Saltarelli, difensore del geometra di Ferriere -. Il giudice ha condiviso la nostra ricostruzione dopo una lunga istruttoria e tanti testimoni portati in aula. Confidavamo in un esito positivo del processo». Saltarelli aveva chiesto l’assoluzione sostenendo che la demolizione era riconducibile al contratto tra le parti e che si trattò di una scelta tecnica legata a problemi di stabilità. Il difensore aveva ricordato che esisteva inizialmente un’accusa per truffa, per la quale il giudice dell’udienza predibattimentale aveva disposto il non luogo a procedere.
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