Monticelli, nella Rocca l’impronta di Bembo. Dai dipinti ai tarocchi
Nel prezioso scrigno custodito nella fortezza Pallavicino-Casali una cappellina affrescata dall’autore del mazzo Colleoni
Anna Anselmi
|2 mesi fa

La Rocca Pallavicino-Casali a Monticelli d’Ongina
La mostra “Tarocchi”, a cura di Paolo Plebani, che si è chiusa con successo all’Accademia Carrara di Bergamo, con al centro l’eccezionale evento della temporanea ricomposizione del più completo tra gli antichi mazzi di carte rinascimentali esistenti, nel rievocare i fasti delle corti tra Quattro e Cinquecento ha condotto inevitabilmente, nel nome di un comune humus culturale, anche nella Bassa Piacentina, nel piccolo prezioso scrigno custodito all’interno della Rocca Pallavicino-Casali.
Un ambiente quasi in miniatura, una cappellina per le devozioni personali tornata alla luce casualmente, in seguito ai lavori di manutenzione ordinaria tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio degli anni Sessanta del Novecento che permisero agli affreschi di riaffiorare, scatenando interrogativi sulla loro paternità, definitivamente ascritta ai fratelli Bembo, originari di Cremona.


Gli articoli più letti della settimana
1.
L’addio degli amici a Deborah: «La sua voce illuminava i volti»
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore
4.
L’operaio è in malattia ma fa lo steward al Palabanca: «Licenziamento giusto»

