Invasione di minilepri in Alta Valdarda: «Flagello degli orti»

Il racconto di Pompeo Lambri: «Coltivo verdure ormai da 40 anni tra Vernasca e Morfasso, mai vista una cosa simile». E poi ci sono i ricci

Federica Duani
|6 ore fa
Un esempio, generico, di minilepre
Un esempio, generico, di minilepre
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Lupi che sbranano cani e selvaggina, ricci che mangiano zucche pur essendo prevalentemente insettivori o onnivori e minilepri che fanno piazza pulita negli orti dell’Alta Valdarda. «Vedo gruppi di lepri volare. Non in cielo, ovviamente, ma corrono veloci come fulmini e mangiano tutto quello che incontrano. Tranne pomodori, cipolle e porri».
È il racconto dell’arquatese Pompeo Lambri, ottantotto anni, proprietario di una casa appena sopra la diga di Mignano, al confine tra i comuni di Vernasca e Morfasso. «Faccio l’orto lì da quarant’anni, ma non mi era mai capitato di vederle prima di questi mesi – continua Lambri – . Avevo due file di fagioli rampicanti, due file di cornetti nani. Le minilepri sono partite proprio dai cornetti, ed ora non c’è più nulla. Mangiano anche insalata, coste, erbette e peperoni». In sostanza, in tavola, non resta che portare i pomodori.
L’invasione delle minilepri sembrerebbe la nuova minaccia agli orti domestici, mentre l’agricoltura professionale parrebbe, ad oggi, risentirne meno. Ma ad ascoltare altri contadini e ortolani, l’esperienza raccontata da Lambri è “mal” comune e nessun mezzo gaudio. O, quanto meno, poche consolazioni.