Confindustria: "Sulla banda larga paghiamo un ritardo di almeno due anni"
Redazione Online
|5 anni fa


Da Confindustria pressing per dare un colpo di reni alla banda ultralarga. Ad esigerlo sono la didattica a distanza e il telelavoro, cambi d’abitudine che sono quasi prescrizioni mediche se in strada c’è ancora il virus. “Di fatto però paghiamo un ritardo di almeno due anni”, dice la vicedirettrice Attilia Jesini. In questi giorni circolano gli ultimi numeri elaborati dall’Okla, azienda che rileva le performance di rete, e le danno ragione: se nella valle dell’Oise, regione dell’Île-de-France e zona Parigi, si naviga su Internet a una velocità media di download pari a 187,94 megabit per secondo, Piacenza si ferma a 53,15. Meno di un terzo. A Parma meglio ma per poco: 72,6. Lodi giù, 38,6. Milano raggiunge i 122,45 (ma è indietro rispetto ad altre province polacche, norvegesi, svizzere), mentre la maglia nera d’Italia la indossa Frosinone: 27,61 megabit per secondo in media tra i computer della Ciociaria.
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