Gli ucraini piacentini delusi dal vertice di Anchorage
«Triste, scandaloso, nauseante» le parole pronunciate da Lyudmyla Popvych, presidente dell’organizzazione di volontariato Nadiya, che da Piacenza porta aiuti nel suo Paese. E' l'inattivismo dell'Occidente a preoccupare di più
Filippo L.
|1 anno fa

Lyudmyla Popovych
Tre aggettivi: «Triste, scandaloso, nauseante». Le parole pronunciate da Lyudmyla Popvych sono un climax ascendente. Poi aggiunge: «Ci sentiamo soli». Di Cernivci, cittadina dell’Ucraina occidentale, e presidente dell’organizzazione di volontariato Nadiya, che da Piacenza porta aiuti nel suo Paese sotto le bombe, Lyudmyla Popovych dice che al risveglio dopo il vertice di Anchorage, in Alaska, fra Trump e Putin, il suo popolo si sente più solo.
«Non che avessimo troppe speranze - ammette - è però andata peggio del previsto. Gli Stati Uniti, dai quali molto dipende perché ritorni la pace, e l’Unione Europea sono d’altronde poco attivi».
È l’inattivismo dell’Occidente nel suo insieme, dice, che preoccupa di più: «Assistiamo a una crisi di valori che riguarda la nostra identità, si danno per scontate cose che scontate non sono affatto. Ma di questo atteggiamento non pagheranno le conseguenze soltanto gli ucraini».
«Putin vuole un’Ucraina disarmata - aggiunge - una preda facile». A riguardo dice che al suo Paese non resta che potersi difendere. «La sola parola “armi” fa ribrezzo, ma solo con quelle puoi difenderti da chi adopera le armi contro di te».
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