Psa, riduzione delle zone di restrizione nel Piacentino

Nelle aree interessate, da settembre 2025, non sono state rilevate positività al virus della Peste suina africana nei campioni analizzati

Redazione Online
|2 ore fa
Psa, riduzione delle zone di restrizione nel Piacentino
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Si riducono le restrizioni per la Peste suina africana (Psa) in Emilia-Romagna. La Commissione europea ha accolto la di revisione delle zone di restrizione presentata i giorni scorsi a Bruxelles dalla struttura commissariale. Il provvedimento riguarda 6 Comuni nelle province di Piacenza e Reggio Emilia: 4 escono dalle zone di restrizione, mentre per altri due è previsto il passaggio dalla zona II alla zona I, con un alleggerimento delle misure di contenimento del virus.
La rimodulazione è motivata dall’andamento della situazione epidemiologica, con zero nuovi casi accertati nell’ultimo anno nelle zone dei Comuni interessati, e dai risultati delle attività di sorveglianza, ricerca e depopolamento condotte sul territorio.
La mappa dei comuni interessati
La rimodulazione delle zone di restrizione interessa complessivamente 6 Comuni: 4 in provincia di Piacenza e  2 in provincia di Reggio Emilia. Nelle aree interessate, da settembre 2025, non sono state rilevate positività al virus della Peste suina africana nei campioni analizzati.
Alla base del miglioramento della situazione epidemiologica, anche le attività di sorveglianza e contenimento condotte sul territorio regionale a partire dal novembre 2023. La Regione Emilia-Romagna ha messo in campo un piano strategico integrato per contrastare la diffusione della Peste suina africana, basato sulla ricerca sistematica delle carcasse di cinghiale, anche attraverso l'impiego di unità cinofile specializzate e personale formato, e su interventi di depopolamento e controllo selettivo della fauna selvatica.
In provincia di Piacenza, passano dalla zona di restrizione I (ZR1) alla zona indenne i Comuni di Castel San Giovanni e Calendasco. Per altri due Comuni, Borgonovo Val Tidone e Ziano Piacentino, è previsto il passaggio dalla zona di restrizione II (ZR2) alla zona I. Nelle aree interessate non sono state rilevate positività nei campioni analizzati. Un quadro epidemiologico favorevole, al quale contribuiscono anche le barriere costituite dalle infrastrutture viarie e la ridotta presenza di cinghiali nelle zone di pianura.
Per quanto riguarda la provincia di Reggio Emilia sono due i comuni interessati Albinea e Scandiano, che passano entrambi da ZR1 a Zona indenne. Tra settembre 2025 e settembre 2026, tutte le analisi effettuate sulle carcasse e sui capi abbattuti hanno dato esito negativo.
“La rimodulazione delle zone di restrizione a cui hanno lavorato i tecnici regionali rappresenta un risultato importante, che conferma l’efficacia del lavoro di sorveglianza e contenimento portato avanti in questi anni dall’Emilia-Romagna insieme alla struttura commissariale, alle autorità sanitarie, agli Enti locali, ai Gruppi operativi territoriali e a tutti i soggetti impegnati sul territorio- affermano gli assessori regionali all’Agricoltura, Alessio Mammi, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Un passo avanti significativo sia sul piano sanitario, sia per le prospettive economiche dei territori interessati, dove operano allevamenti e imprese della trasformazione e della salumeria, che hanno subito pesanti limitazioni commerciali, in particolare alle esportazioni verso Stati Uniti e Canada e Regno Unito. La riduzione delle restrizioni apre nuove opportunità per queste attività e rappresenta un segnale positivo per l’intera filiera suinicola regionale. Non dobbiamo però abbassare la guardia sulla diffusione del virus. Occorre proseguire con le attività di sorveglianza, contenimento della popolazione di cinghiali e prevenzione, con l’obiettivo di favorire la progressiva uscita di altri territori dalle zone di restrizione, tutelando la salute animale, le imprese e la competitività della nostra filiera”.