
Basti ricordare che fino al 1600 le chiese rappresentavano spazi assembleari con scopo non solo religioso ma anche politico, economico e sociale. Un esempio? La chiesa di Santa Maria del Tempio dove i consoli del Comune si riunivano per eleggere nuovi rappresentanti oppure San Pietro in Foro dove nel 1248 si radunò la fazione dei “populares” in lotta contro i “milites”. Questi spazi costituivano un po’ il corrispettivo delle moderne sale polivalenti. Certo ci si svolgevano principalmente le funzioni religiose ma per tutto il resto del tempo restavano a disposizione della comunità. Una memoria storica di cui restano cospicue e diverse tracce che meritano attenzione e valorizzazione. Percorrendo le vie del centro della città, infatti, ci si imbatte in una serie di edifici che oggi, sotto la veste architettonica moderna, nascondono le testimonianze di antiche “chiese perdute”.