A Miami voglia di normalità, il piacentino Braghieri: "Città presa d'assalto dai turisti"
Redazione Online
|5 anni fa

L’impatto con la pandemia è stato “scioccante” e un anno dopo domina un clima di “incertezza”. Succede in Italia ma anche Oltreoceano e a confermarlo è Mario Braghieri, 56enne piacentino che da tre anni e mezzo vive a Miami, in Florida, con la moglie e i due figli. Braghieri, professore dell’Istituto di moda e design Marangoni, racconta di un anno di limitazioni a singhiozzo con chiusure e riaperture, di paura per l’andamento dell’epidemia e di una città che oggi ha una voglia estrema di tornare alla normalità ma evidentemente neanche sulle bianche spiagge della località balneare è arrivato il momento di divertirsi.
“In primavera gli universitari hanno un periodo di vacanze piuttosto lungo che coincide con le festività pasquali (spring break). Quest’anno sembra proprio che siano venuti a Miami da tutta l’America, tanto che la sera sono state chiuse le spiagge ed è stato istituito il coprifuoco dalle 20 alle 6 dopo che si sono verificati problemi di ordine pubblico, oltre ovviamente al rischio di far crescere di nuovo i contagi”.
Tornando al marzo scorso, Braghieri racconta: “Un anno fa le chiusure furono totali poi, dato che i contagi erano bassi, è stato riaperto tutto e siamo stati travolti dal virus. Da allora ci sono state aperture e chiusure in base all’andamento della pandemia. Nelle scuole frequentate dai miei figli se scoprono più di cinque casi chiudono in attesa dell’esito del tracciamento. Io per alcuni periodi ho lavorato a distanza. Devo dire che la Florida è stato uno tra gli Stati più “spregiudicati” e la gente non è preoccupata come dovrebbe. Uno degli aspetti che funziona bene è quello del tracciamento. In venti minuti puoi prenotare il tampone e dopo mezz’ora hai subito l’esito. Tra i disagi più importanti c’è la difficoltà nei voli interni che qui sono molto frequenti per spostarsi da uno Stato all’altro”.
Il pensiero era costantemente rivolto a quanto avveniva a Piacenza. “In alcuni periodi contagi e numero di morti sono stati molto alti, sono stato fortunato perché non ho preso il Covid e nemmeno la mia famiglia, ero molto preoccupato per quello che stava succedendo a Piacenza dove vivono ancora mia mamma e miei zii. La campagna di vaccinazione sembra procedere correttamente, io come lavoratore nell’ambito dell’educazione mi sono vaccinato tre settimane fa con la dose unica di Johnson & Johnson che mi hanno somministrato in una farmacia, ho avuto solo un po’ di dolore al braccio e sensazione di stanchezza”.
Ovviamente i momenti liberi sono stati trascorsi nelle immense spiagge bianche che hanno reso nota al mondo la località statunitense. “Chi è nato qui al mare non ci va neanche ma, per noi che siamo cresciuti in un ambiente molto diverso, avere il mare a disposizione ogni giorno è impagabile” conclude il piacentino.
IL SERVIZIO DI NICOLETTA MARENGHI
Gli articoli più letti della settimana
1.
Un piacentino nove secoli fa gridò: «Fel cogoza», oggi quell’insulto racconta la nascita dell’italiano
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Compra un camper con un assegno falso da 48mila euro, 26enne nei guai
4.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore

