Alley Oop e Daturi, centrodestra critico: «Nessun atto formale dal Comune»

Ancora polemica sulla mancata concessione dell'Arena Daturi

Redazione Online
|2 ore fa
Alley Oop
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«Non esiste alcuna domanda formale» da parte di Radio Sound, «e non esiste alcun provvedimento di diniego» da parte del Comune: «Gli uffici (comunali) ci hanno infatti formalmente comunicato che vi sarebbero state esclusivamente interlocuzioni informali».
Così una nota di FdI, Lega e civica di centrodestra rinfocola la polemica sulla mancata concessione del campo Daturi in giugno al festival Alley Oop e invece l’autorizzazione a una manifestazione a fine agosto targata Radio Sound. A seguito di una richiesta di accesso agli atti, i gruppi consiliari di centrodestra hanno puntato a verificare la veridicità di quanto sostenuto dall’amministrazione a smentita dell’accusa di disparità di trattamento, ossia che Radio Sound «avrebbe presentato una richiesta per il medesimo periodo richiesto da Alley Oop, ricevendo anch’esso un diniego per le medesime ragioni (i lavori in corso al Daturi, ndr)» e «solo successivamente avrebbe presentato una nuova domanda per una data diversa, poi accolta». Questa la ricostruzione che fa nella nota il centrodestra, ponendo, a fronte di quanto emerso dall’accesso agli atti, queste domande: «Se non esistono richieste protocollate né risposte formali, su quali elementi l’amministrazione ha costruito un comunicato così perentorio? E come può essere utilizzata come prova dell’assenza di disparità di trattamento una vicenda che, a quanto riferito dagli stessi uffici, sarebbe rimasta confinata a semplici colloqui informali?».
«Gli atti raccontano invece un’altra storia», continua la minoranza, «ad Alley Oop è stato comunicato già nel mese di marzo che l’Arena Daturi non sarebbe stata disponibile per il 2026 a causa di lavori previsti sull’area, lavori che, ad oggi, non sono nemmeno iniziati. Eppure quello stesso spazio è stato successivamente concesso per un evento in programma a fine agosto, sulla base di una domanda protocollata soltanto a metà maggio. A questo punto il dubbio è inevitabile: perché con Alley Oop non è stata seguita la stessa modalità di interlocuzione informale che, a quanto ci viene detto, avrebbe consentito ad altri di individuare una soluzione alternativa? Come avrebbero potuto gli organizzatori ripresentare una domanda, se era stato loro comunicato che l’area non sarebbe stata disponibile per l’intero 2026? Chiedere ai cittadini di credere che una ricostruzione così dettagliata si fondi esclusivamente su conversazioni telefoniche o verbali significa pretendere atti di fede, non fornire elementi oggettivi. È una spiegazione che lascia molti interrogativi aperti e che appare francamente poco credibile.
Secondo il centrodestra, «l’assessore Dadati, che ha seguito questa vicenda, avrebbe dovuto garantire regole uguali per tutti e favorire il dialogo con un’associazione che da anni organizza una manifestazione capace di coinvolgere migliaia di giovani e di portare a Piacenza artisti di rilievo nazionale. Invece, ancora una volta, emergono modalità che alimentano dubbi e perplessità».
E ancora: «La trasparenza non si misura con i comunicati stampa, ma con i documenti. E quando i documenti smentiscono la narrazione dell’amministrazione, è nostro dovere denunciarlo, nell’interesse della verità, del rispetto delle regole e del corretto funzionamento delle istituzioni». _