Caso Michieletti, l’Ausl ha licenziato tre dipendenti

Risoluzione del rapporto di lavoro in conseguenza dell’indagine sull’ex primario

Paolo Marino
Paolo Marino
|1 ora fa
L'ospedale di Piacenza
L'ospedale di Piacenza
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L’Ausl di Piacenza ha licenziato tre dipendenti al termine di un procedimento disciplinare. Una decisione presa il 28 agosto con una delibera firmata dalla direttrice generale Paola Bardasi e subito pubblicata sull’albo pretorio dell’azienda.
Massimo riserbo da parte dell’azienda sanitaria sulle contestazioni mosse agli ex dipendenti. In molti si sono chiesti quali circostanze abbiano portato l’ufficio competente per i procedimenti disciplinari ad aprire tre pratiche che si sono poi concluse lo stesso giorno con l’allontanamento dal posto di lavoro. Si tratta di pratiche in capo alla commissione che da fine maggio è presieduta da Serena Borelli, succeduta al dirigente Ausl Mario Giacomazzi. I lavoratori interessati potranno naturalmente impugnare le decisioni della commissione, appellandosi al giudice del lavoro.
Secondo quanto appreso da Libertà, i licenziamenti sarebbero da ricondurre a contestazioni disciplinari sorte in relazione all’indagine sull’ex primario dell’unità operativa di radiologia Emanuele Michieletti, accusato di violenza sessuale e stalking nei confronti di otto tra dottoresse e infermiere che lavoravano nel reparto da lui diretto. Al di là del piano penale, i fatti acquisiti dagli inquirenti e, in particolare, le intercettazioni audio e video protrattesi nell’arco di un mese e mezzo nello studio ospedaliero del radiologo, potrebbero aver messo in luce condotte tali da giustificare l’apertura di più procedimenti disciplinari.