Covid ed eparina, un anno fa avvio sperimentazione. Stabile: "Una intuizione"
Redazione Online
|5 anni fa

E’ trascorso un anno da quando nell’ospedale di Castel San Giovanni si iniziò a sperimentare l’uso dell’eparina per curare i malati affetti da coronavirus. L’idea di utilizzare l’eparina, poi diffusasi in tutto il mondo, venne quasi per caso al dottor Marco Stabile, primario del reparto di chirurgia plastica e ricostruttiva dell’ospedale del capoluogi della Val Tidone, durante una riunione con i colleghi impegnati come lui a fronteggiare l’emergenza sanitaria.
“Era il 16 marzo – ricorda il medico -; durante una delle riunioni giornaliere pomeridiane il dottor Cosimo Franco disse: ci vuole un farmaco che spenga l’infiammazione polmonare. Fu lì che mi si accese la lampadina. Dissi: “Perché non usiamo l’eparina”. Potevamo cioè sfruttare il potere antiinfiammatorio dell’eparina e, dall’altro, la sua capacità anticoagulante per prevenire una delle maggiori complicanze che osservavamo in tanti pazienti Covid e cioè la trombosi diffusa nei polmoni”.
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