Una Diga stellata da favola, in 200 a cena al Molato

L'ennesimo grande successo della cena preparata dalla chef stellata Isa Mazzocchi a 55 metri d'altezza

Giorgio Lambri
Giorgio Lambri
|2 ore fa
L'atmosfera alla Diga stellata
L'atmosfera alla Diga stellata
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Prendete un gigante architettonico di 55 metri incastonato tra montagne ricoperte da boschi fittissimi e affacciato su un lago in cui si specchia la luna, collocateci “sopra” una tavolata da più di 200 persone e un’elegante mise en place impreziosita da grandi lampade a goccia, aggiungete i piatti geniali e al tempo stesso sinceri di una chef stellata, champagne come se piovesse, buona musica e una serata in cui, non solo il caldo ha mollato la presa, ma a fine serata c’è chi ha messo sulle spalle un golfino leggero.
La ricetta e il successo della Diga Stellata è racchiusa in questi ingredienti, con il surplus di uno spettacolare finale a base di fuochi artificiali.
Il tutto sapientemente assemblato come ogni anno da Giuseppe Gallesi, in arte Pippo Tendenza, con la necessaria complicità dei padroni di casa, cioè il comune di Alta Val Tidone e il Consorzio di Bonifica. La sesta edizione di quello che è diventato l’appuntamento più scenografico e incantevole delle estati piacentine ha registrato anche quest’anno il sold out. In un’atmosfera tutt’altro che esclusiva o modaiola, anzi, semplicemente ed elegantemente festosa.
La colonna sonora di Maurizio Di Maggio e Marco Fullone di Radio Montecarlo accompagna i commensali, mentre dall’area-aperitivi (dove i sommelier Fisar e il personale di Corte Pavese servivano champagne e stuzzichini di benvenuto) si spostano verso il camminamento della diga, sul quale era allestita la “sala da pranzo”.
Il sindaco Franco Albertini e il presidente del Consorzio di Bonifica Luigi Bisi spiegano che questa struttura non è solo un secolare e fondamentale presidio per l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica, ma anche la “porta turistica” dei sentieri della Val Tidone, aperta tutti i giorni per chi la vuole percorrere e visitare.
La chef stellata Isa Mazzocchi con il suo affiatato team familiare della Palta di Bilegno (rafforzato per l’occasione dal rinforzo fiorenzuolano di Claudio Cesena) è riuscita nella non facile l’impresa di superare le già formidabili prestazioni degli anni precedenti. Partenza con giocoso show cooking all’aperitivo (croccante fritto misto alla piacentina e stuzzichini accompagnati da Champagne Bergère), poi ci si siede e si fa sul serio partendo dal “Tiramisù salato di ricotta, caprino, pomodori, pesto e pinoli tostati” per proseguire con la “Pasta al forno” (top piatto di serata realizzato con nidi di rondine, pancetta La Giovanna e tartufo Nero di Pecorara). Abbinato al Gutturnio Riserva Pleione della Cantina sociale di Vicobarone arriva un piacevole “Arrosto in millefoglie con patate, insalata e maionese al Gutturnio” e infine lo “Zabaione con torta di rose e salsa di susine.
A ispirare il menù 2026 della chef valtidonese è stato quest’anno il premio dell’Unesco alla Cucina Italiana, proclamata patrimonio immateriale dell’umanità. Non a caso la cialda, che era uno degli ingredienti del sorprendente Tiramisù salato, riproduceva la forma a stivale del nostro Paese.