Medici di famiglia nelle Case della Comunità: firmato l'accordo
Fino a sei ore settimanali obbligatorie nelle strutture territoriali. Per i pazienti più possibilità di trovare un medico dalle 8 alle 20 e meno ricorso al pronto soccorso
Redazione Online
|2 ore fa

La Casa della Comunità che ha sede a Piacenza a Barriera Milano
La riforma della medicina territoriale compie un nuovo passo avanti. È stato infatti firmato l'accordo nazionale che regola la presenza dei medici di famiglia nelle Case della Comunità, strutture destinate a diventare il punto di riferimento dell'assistenza sanitaria di prossimità anche nel Piacentino.
L'intesa, sottoscritta dalla Sisac per conto delle Regioni e dai sindacati Fimmg e Fmt, introduce un obbligo per i medici di medicina generale di svolgere fino a sei ore settimanali per 48 settimane all'anno nelle Case della Comunità, con turni di almeno tre ore consecutive nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20.
Per i cittadini la novità potrebbe tradursi in un cambiamento concreto. L'obiettivo è infatti garantire una presenza più stabile dei medici all'interno delle strutture territoriali e rafforzare quel modello organizzativo che in Emilia-Romagna è già stato avviato attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali (Aft).
Più facile trovare assistenza durante la giornata
L'effetto più immediato per gli assistiti sarà la possibilità di trovare un medico del gruppo di appartenenza del proprio medico di famiglia anche quando quest'ultimo non è presente in ambulatorio. Il modello punta infatti a garantire una copertura più estesa durante la giornata, evitando che i cittadini si trovino senza riferimenti nelle ore centrali o nei periodi di assenza del proprio medico.
Meno accessi impropri ai pronto soccorso
Le Case della Comunità dovrebbero inoltre diventare il luogo dove affrontare molti problemi sanitari non urgenti che oggi finiscono spesso in pronto soccorso. Il governo e le Regioni puntano proprio a decongestionare gli ospedali, offrendo sul territorio una risposta più rapida per visite, controlli e presa in carico delle patologie croniche.
Servizi concentrati in un unico luogo
Nelle strutture territoriali operano già o opereranno medici di famiglia, infermieri di comunità, specialisti e altri professionisti sanitari. Per il paziente significa poter trovare in un'unica sede diversi servizi, riducendo spostamenti e tempi di attesa.
L'accordo nazionale rappresenta inoltre un tassello fondamentale per rispettare gli obiettivi del Pnrr, che prevede l'entrata a regime di oltre mille Case della Comunità in tutta Italia entro il 30 giugno.
Non tutte le sigle sindacali hanno però aderito all'intesa. Hanno firmato Fimmg e Fmt, mentre Snami e Smi hanno espresso forti perplessità, contestando in particolare l'obbligo orario previsto per i medici di famiglia e il rischio di una trasformazione del loro ruolo professionale.

