Rottamazione cartelle, il Comune dice “no”. «Premia chi non paga»

Nessuno sconto per i piacentini su sanzioni stradali, Imu e Tari accumulate tra il 2000 e il 2015. L’ente deve recuperare 13 milioni

Marcello Pollastri
Marcello Pollastri
|18 ore fa
L’assessore al Bilancio del Comune di Piacenza, Gianluca Ceccarelli
L’assessore al Bilancio del Comune di Piacenza, Gianluca Ceccarelli
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Il Comune di Piacenza ha scelto di non aderire alla cosiddetta “rottamazione quinquies” dei tributi locali. La scadenza dei termini per l’adesione era il 31 luglio, ma l’amministrazione di Palazzo Mercanti ha deciso di non avvalersi della possibilità prevista dalla normativa nazionale.
La misura consentiva ai Comuni di introdurre una definizione agevolata dei debiti affidati alla riscossione coattiva tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023 per questi tributi: Imu, Tari, multe stradali, bollo auto per le regioni. In pratica, i contribuenti avrebbero potuto estinguere le proprie pendenze versando il capitale dovuto e le spese di riscossione, senza pagare sanzioni e interessi, con la possibilità di rateizzare il pagamento fino a un massimo di 54 rate. L’adesione, tuttavia, era facoltativa e ogni amministrazione locale poteva decidere autonomamente se applicare o meno la misura.
Una scelta che, spiega l’assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli a Libertà, nasce da un insieme di valutazioni economiche, amministrative e anche di principio.