Canti, muggiti e turtlìtt alla messa nella stalla di Campremoldo
Tra bambini c’è chi non aveva mai visto mucche dal vivo e ora le ha potute accarezzare
Cristian Brusamonti
|1 mese fa

La messa nella stalla dell’azienda Fugazza a Co’ di Sotto - © Libertà/Valerio Marangon
Da una parte ci sono le canzoni del coro dell’Anspi di Gragnanino, dall’altro - in risposta - i muggiti delle “padrone di casa”. Anche quest’anno, si è rinnovata la tradizione della messa nella stalla a Campremoldo Sotto, nel territorio di Gragnano.
In occasione della festa di Sant’Antonio abate, l’azienda agricola Fugazza, in località Co’ di Sotto, è tornata ad accogliere la speciale funzione religiosa celebrata a pochi metri dai recinti delle vacche utilizzate per produrre il Grana Padano. Un momento di festa per grandi e piccini ma anche per gli animali, solitamente non abituati a essere così al centro dell’attenzione.
Come di consueto, la messa è stata celebrata da don Andrea Campisi, con la distribuzione del sale benedetto. Niente navate, niente immagini sacre: solo i pilastri di cemento a sostenere la struttura coperta della stalla, nel modo più rustico possibile. Così Giacomo Fugazza, titolare dell’omonimo allevamento e della vicina azienda Lattegra, s’impegna a mantenere viva una tradizione che sembra destinata a essere dimenticata nell’era digitale e che invece, forse proprio per questo, oggi riesce a piacere ancora di più.

Per alcuni, la giornata di domenica è stata l’occasione per portare con sé il proprio cane, benedetto sul posto, mentre per le famiglie è stato un momento per avvicinare i più piccoli al mondo della campagna, dell’allevamento e dell’agricoltura. E magari accarezzare il muso di una mucca, fino a quel momento vista solo attraverso lo schermo televisivo. Alla funzione hanno partecipato anche i sindaci di Gragnano Patrizia Calza e di Piozzano Carlo Brigati, assieme ai tanti che ogni anno in gennaio non rinunciano all’appuntamento e che provengono non solo dai paesi vicini.
Dopo il momento religioso, oltre allo spirito c’è stato spazio anche per il corpo: gli alpini di Agazzano si sono riconfermati campioni d’accoglienza, preparando per tutti il salame cotto e altri generi di conforto per queste giornate invernali. Senza dimenticare un buon bicchiere di vino, anche nella versione vin brulè, o qualche “turtlìtt” tipico di questo giorno di festa. Per un giorno, gli animali tornano così a essere protagonisti e gli umani fanno del loro meglio per accontentarli o, semplicemente, ringraziarli.
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