La dipendenza social non risparmia neppure i bimbi in allattamento
Redazione Online
|3 anni fa

Il 72% delle famiglie con bimbi fino a 2 anni ammette di utilizzare social network e chat durante i pasti dei propri figli, mentre il 26% lascia che i bambini utilizzino i dispositivi in completa autonomia.
Il dato emerge da una ricerca condotta dalle associazioni di pediatri Acp, Fimp e Sip, in collaborazione con Fondazione Carolina e Meta-Facebook per il progetto “Connessioni delicate”.
Un pool di medici pediatri volontari ha coinvolto a livello nazionale circa 800 famiglie con figlio da zero a 15 anni attraverso un questionario anonimo sulle abitudini e i comportamenti online. Il corretto utilizzo del web da parte dei minori è un tema importante e di salute.
Dal questionario proposto risulta scarsa consapevolezza da parte delle famiglie e una condizione di solitudine nei bambini: il 26% dei genitori permette che i propri figli utilizzino i device in autonomia tra zero e 2 anni, percentuale che sale al 62% per la fascia 3-5 anni, all’82% a nella fascia 6-10 anni e al 95% tra gli 11 e i 15 anni.
“Già in uno studio del 2018 avevamo messo in luce i rischi documentati per la salute psicofisica di un uso precoce, prolungato e non mediato dagli adulti, dei media device nei bambini da zero a 8 anni. Sono state rilevate interferenze negative sul sonno, sulla vista, sull’apparato muscolo-scheletrico, sull’apprendimento e persino sullo sviluppo cognitivo”, commenta la presidente Sip, Annamaria Staiano.
Da qui la raccomandazione di evitare smartphone e tablet prima dei due anni, limitare l’uso a massimo un’ora al giorno tra 2 e 5 anni e al massimo a due ore per quelli di età compresa tra 5 e 8 anni.
“I rischi aumentano con l’aumentare del tempo trascorso online: dall’ansia e depressione al sovrappeso sino ai disturbi del comportamento alimentare; dal cyberbullismo al grooming online; dai problemi comportamentali a quelli della vista, cefalea, carie dentali”, aggiunge Staiano.
Dallo studio “Connessioni delicate” emerge che i bambini sono abituati alla presenza di tablet e smartphone già dalla prima infanzia, anche in un momento fondamentale come quello dell’allattamento.
“La diminuzione dell’attenzione delle madri ai segnali di suo figlio a causa dell’uso dello smartphone, specialmente all’inizio della vita nei contesti interattivi primari dell’allattamento e delle interazioni faccia a faccia, può avere ricadute negative sulle traiettorie neuroevolutive del bambino. Il comportamento reattivo materno è un elemento essenziale del sistema di sincronia che si sviluppa tra madre e bambino all’inizio della vita. Promuove la crescita fisiologica, cognitiva e socio-emotiva e realizza una sana genitorialità”, osserva Antonio D’Avino, presidente Fimp.
Una famiglia su quattro nella fascia 0-2 anni e una su cinque, in quella 3-5 anni, dichiara poi di affidarsi all’intelligenza artificiale per far addormentare i propri figli, con ninne nanna prodotte dagli assistenti vocali. I 35% dei genitori di bambini tra 0 e 2 anni delega ai device il compito di intrattenere i propri figli, ad esempio con la lettura di fiabe, percentuale che arriva all’80% nella fascia 3-5 anni.
Dai risultati emerge inoltre la scarsa percezione delle famiglie sui rischi dell’uso improprio della tecnologia digitale: dai sintomi della dipendenza, ai principali pericoli in termini di salute psicofisica, come sexting e grooming. In particolare, alla domanda su cosa sia il sexting, il 66% dei genitori della fascia 6-10 non ha saputo fornire risposta.
Il dato emerge da una ricerca condotta dalle associazioni di pediatri Acp, Fimp e Sip, in collaborazione con Fondazione Carolina e Meta-Facebook per il progetto “Connessioni delicate”.
Un pool di medici pediatri volontari ha coinvolto a livello nazionale circa 800 famiglie con figlio da zero a 15 anni attraverso un questionario anonimo sulle abitudini e i comportamenti online. Il corretto utilizzo del web da parte dei minori è un tema importante e di salute.
Dal questionario proposto risulta scarsa consapevolezza da parte delle famiglie e una condizione di solitudine nei bambini: il 26% dei genitori permette che i propri figli utilizzino i device in autonomia tra zero e 2 anni, percentuale che sale al 62% per la fascia 3-5 anni, all’82% a nella fascia 6-10 anni e al 95% tra gli 11 e i 15 anni.
“Già in uno studio del 2018 avevamo messo in luce i rischi documentati per la salute psicofisica di un uso precoce, prolungato e non mediato dagli adulti, dei media device nei bambini da zero a 8 anni. Sono state rilevate interferenze negative sul sonno, sulla vista, sull’apparato muscolo-scheletrico, sull’apprendimento e persino sullo sviluppo cognitivo”, commenta la presidente Sip, Annamaria Staiano.
Da qui la raccomandazione di evitare smartphone e tablet prima dei due anni, limitare l’uso a massimo un’ora al giorno tra 2 e 5 anni e al massimo a due ore per quelli di età compresa tra 5 e 8 anni.
“I rischi aumentano con l’aumentare del tempo trascorso online: dall’ansia e depressione al sovrappeso sino ai disturbi del comportamento alimentare; dal cyberbullismo al grooming online; dai problemi comportamentali a quelli della vista, cefalea, carie dentali”, aggiunge Staiano.
Dallo studio “Connessioni delicate” emerge che i bambini sono abituati alla presenza di tablet e smartphone già dalla prima infanzia, anche in un momento fondamentale come quello dell’allattamento.
“La diminuzione dell’attenzione delle madri ai segnali di suo figlio a causa dell’uso dello smartphone, specialmente all’inizio della vita nei contesti interattivi primari dell’allattamento e delle interazioni faccia a faccia, può avere ricadute negative sulle traiettorie neuroevolutive del bambino. Il comportamento reattivo materno è un elemento essenziale del sistema di sincronia che si sviluppa tra madre e bambino all’inizio della vita. Promuove la crescita fisiologica, cognitiva e socio-emotiva e realizza una sana genitorialità”, osserva Antonio D’Avino, presidente Fimp.
Una famiglia su quattro nella fascia 0-2 anni e una su cinque, in quella 3-5 anni, dichiara poi di affidarsi all’intelligenza artificiale per far addormentare i propri figli, con ninne nanna prodotte dagli assistenti vocali. I 35% dei genitori di bambini tra 0 e 2 anni delega ai device il compito di intrattenere i propri figli, ad esempio con la lettura di fiabe, percentuale che arriva all’80% nella fascia 3-5 anni.
Dai risultati emerge inoltre la scarsa percezione delle famiglie sui rischi dell’uso improprio della tecnologia digitale: dai sintomi della dipendenza, ai principali pericoli in termini di salute psicofisica, come sexting e grooming. In particolare, alla domanda su cosa sia il sexting, il 66% dei genitori della fascia 6-10 non ha saputo fornire risposta.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Un piacentino nove secoli fa gridò: «Fel cogoza», oggi quell’insulto racconta la nascita dell’italiano
2.
Malore dopo il turno di lavoro a Ovs di Pontenure, muore il rugbista Giovanni Franchi
3.
Compra un camper con un assegno falso da 48mila euro, 26enne nei guai
4.
Arresto cardiaco al deposito Ovs di Pontenure, 45enne muore dopo essere stato colpito da malore

