Il nostro divertimento oggi è quello di restare comodi

Fino a che non superi i trenta, il concetto di comodità è relativo. Ora non siamo diventati noiosi, abbiamo solo cambiato idea su come divertirsi

Anna Morando
|18 ore fa
Il concetto della comodità e del divertimento, dopo i 30 anni, cambia
Il concetto della comodità e del divertimento, dopo i 30 anni, cambia
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Bentornati cari amici lettori, sia millennials che vintage. Preferisco questo termine , che mi suona più elegante, ad ‘anziani’, probabilmente per deformazione professionale. Ma chiamatevi come volete: io non mi offendo.
È da poco passato il weekend e ho realizzato una cosa che, rispetto a qualche anno fa, è cambiata: il concetto di comodità.
Fino a che non superi i trenta, la comodità è un concetto alquanto relativo.
A vent’anni la comodità non esiste nel tuo vocabolario: vanno bene viaggi in nave di 9 ore con biglietto “posto ponte”. Quante estati passate così, dormendo per terra, con un sacco a pelo e l’aria condizionata sparata a mille. Un’esperienza quasi mistica.
Adesso se faccio una cosa del genere sicuramente il sonno lo vedo col binocolo, mi sveglio con una cervicale che se mi indichi qualcosa a sinistra, devo girare mezzo busto e ho male alla gola per almeno 3 giorni.
Prima feste e capodanni si passavano a dormire per terra, se non c’erano abbastanza letti non era un problema. Ricordo un capodanno in cui dormii seduta sul pavimento, schiena appoggiata al muro. Oggi se non dormo almeno 8 ore la mattina sembro uno zombie reduce da chissà che follie notturne, e chi mi incrocia rischia un attacco cardiaco.
Prima non importava se il locale non aveva posteggio, o posti a sedere. Si camminava. Sia chiaro, adoro camminare e fare sport, ma prima di andare da qualche parte controllo e mi informo se ci sono posteggi vicini. Non sia mai che debba girare per ore per trovare un buco per la macchina, maledicendomi per aver accettato di uscire.
E vogliamo parlare dei tacchi? Portarli tutta la notte era la prassi, ora “scarpe comode” è il nuovo motto di noi millennials. La priorità è cambiata: meglio stare comodi che apparire fighi.
Ve lo confermo dai miei outfit invernali sfoggiati per andare a fare spesa: pantaloni della tuta, scarpe che sembrano pantofole e capelli senza un senso logico.
Prima il weekend era un momento per fare nottata e la cosa importante era fare ogni cosa possibile, riempiendo ogni ora del giorno.
Anche il lunedì volendo. I giorni della settimana non esistevano, erano tutti uguali. Se il giorno si lavorava, non cambiava nulla, si faceva after.
Ora se faccio after, il giorno dopo sono pronta per l’espianto di organi, mi ci vuole una settimana di ferie.
Il weekend adesso te lo vivi comunque, ma con tempi più rallentati. C’è da pulire casa, fare spesa, se hai figli passare più tempo di qualità con loro, riordinare e ti va bene anche un bicchiere di vino in compagnia per poi andare a dormire a un orario umano, lamentandoti anche di chi fa casino alle 4 di mattina sotto alla tua finestra.
E qui arriva davvero il cambiamento: un tempo ci lanciavano l’acqua, ora siamo noi ad aprire i rubinetti.
Non credo, personalmente, che siamo diventati noiosi, ma che abbiamo cambiato solo idee su cosa significhi divertirsi. Oggi il lusso è stare comodi, rilassati, riposati e presenti. E se questo vuol dire plaid, divano e silenzio… perché no?
Siamo cresciuti, e non è nemmeno così male.