Carenza di medici, Pagani: «Le vicende giudiziarie non hanno fatto bene»

A margine dell'audizione dell'Ausl di Piacenza in consiglio comunale il presidente dell'ordine dei medici di Piacenza propone «una costituente per risolvere le problematiche della sanità»

Marco Vincenti
Marco Vincenti
|3 ore fa
Augusto Pagani intervistato da Telelibertà
Augusto Pagani intervistato da Telelibertà
1 MIN DI LETTURA
«La sanità locale, come quella nazionale, non è esente da criticità che poi si ripercuotono sui cittadini, d'altronde il finanziamento alla sanità pubblica è rimasto invariato nel tempo mentre i costi sono aumentati» le parole di Augusto pagani, presidente dell'Ordine dei medici di Piacenza che nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio, ha seguito il dibattito conseguente all'audizione della direttrice generale dell'Ausl di Piacenza Paola Bardasi in consiglio comunale.
Tra i temi approfonditi durante la seduta quello della carenza di personale sanitario. Per Pagani «si tratta di un fattore che inevitabilmente incide sulla tempistiche e in alcuni casi sulla qualità dei servizi. Però - continua - non possiamo stupirci se non ci chiediamo come poter invogliare i giovani a intraprendere certe professioni, perché il livello delle remunerazioni, la qualità della vita, il rischio professionale incidono negativamente sulle scelte delle nuove generazioni».
Pagani propone quindi una costituente a livello locale, regionale e nazionale dove maggioranze e minoranze possano convergere per risolvere le problematiche che intaccano la sanità: «Il dibattito deve crescere di livello e deve porsi come unico obiettivo quello di trovare soluzioni concrete per invertire la rotta». Questo l’auspicio del presidente dell’Ordine dei medici di Piacenza a margine dell’audizione dell’Ausl in consiglio comunale
Pagani è intervenuto anche sulle difficoltà della sanità piacentina ad attirare nuovi medici: «Credo non abbiano aiutato le questioni giudiziarie della primavera scorsa - le sue parole -. Non hanno aiutato anche per come sono state trattate, perché per settimane l'ospedale di Piacenza è stato dipinto come l'anticamera dell'inferno dove, invece che fare terapie, diagnosi e cure si pensasse a fare altre cose. I medici come tutte le altre persone possono sbagliare, ma prima di emettere giudizi bisogna aspettare le sentenze e le condanne definitive».