Margot Robbie, dal rosa barbie a un efficace rebranding
La strategia visiva dell'attrice di "Cime tempestose" è curata dallo stylist Andrew Mukamal, tra creazioni di Schiapparelli e Findikoglu
Giulia Marzoli
|10 ore fa

L'attrice Margot Robbie© ANSA
Se si parla dell’uscita al cinema di “Cime Tempestose”, è impossibile rimanere indifferenti di fronte alla transizione estetica di Margot Robbie: dal rosa neon di Barbie alle tonalità cupe della brughiera dello Yorkshire.
È, senza dubbio, uno dei casi di rebranding più efficaci degli ultimi anni, orchestrato per coincidere con la fase promozionale del film in cui l’attrice interpreta Catherine Earnshaw sotto la direzione di Emerald Fennell. La strategia visiva, curata dallo stylist Andrew Mukamal, segue la logica del method dressing spingendosi verso un romanticismo gotico intenso. Le apparizioni pubbliche e le conferenze stampa sono diventate il palcoscenico per un guardaroba che fonde alta moda e riferimenti letterari, consolidando il trend che i social hanno già catalogato come “Brontëcore”.
L’analisi di questo cambiamento sottolinea come la Robbie stia decostruendo l’immagine di perfezione solare costruita in precedenza. Il focus si sposta ora sulla cosiddetta “filthy elegance” (un’eleganza sporca), tipica dell’estetica di Emerald Fennell. In questo contesto, gli abiti sembrano voler evidenziare lo stato psicologico alterato del personaggio: il guardaroba riflette questa narrazione attraverso tessuti che appaiono vissuti, quasi degradati. Le sete sono stropicciate, i pizzi presentano orli sfilacciati e in alcuni custom le sovrapposizioni creano volumi che trasmettono un senso di disordine inquieto.
È, senza dubbio, uno dei casi di rebranding più efficaci degli ultimi anni, orchestrato per coincidere con la fase promozionale del film in cui l’attrice interpreta Catherine Earnshaw sotto la direzione di Emerald Fennell. La strategia visiva, curata dallo stylist Andrew Mukamal, segue la logica del method dressing spingendosi verso un romanticismo gotico intenso. Le apparizioni pubbliche e le conferenze stampa sono diventate il palcoscenico per un guardaroba che fonde alta moda e riferimenti letterari, consolidando il trend che i social hanno già catalogato come “Brontëcore”.
L’analisi di questo cambiamento sottolinea come la Robbie stia decostruendo l’immagine di perfezione solare costruita in precedenza. Il focus si sposta ora sulla cosiddetta “filthy elegance” (un’eleganza sporca), tipica dell’estetica di Emerald Fennell. In questo contesto, gli abiti sembrano voler evidenziare lo stato psicologico alterato del personaggio: il guardaroba riflette questa narrazione attraverso tessuti che appaiono vissuti, quasi degradati. Le sete sono stropicciate, i pizzi presentano orli sfilacciati e in alcuni custom le sovrapposizioni creano volumi che trasmettono un senso di disordine inquieto.

La palette cromatica si concentra su toni densi e oscuri. A dominare è il nero, declinato in trasparenze e veli di ispirazione vittoriana, seguito dal rosso bordeaux, simbolo di una passione distruttiva, utilizzato in texture pesanti come il velluto o in finiture lucide come la pelle.
Tra i look più rilevanti spiccano i completi custom di Schiaparelli e le creazioni di Dilara Findikoglu, che integrano materiali insoliti come intrecci di capelli sintetici. Sono capi che costruiscono un’immagine di femminilità inquieta, distanziandosi nettamente dalla compostezza a cui Margot Robbie ci aveva abituati.
Tra i look più rilevanti spiccano i completi custom di Schiaparelli e le creazioni di Dilara Findikoglu, che integrano materiali insoliti come intrecci di capelli sintetici. Sono capi che costruiscono un’immagine di femminilità inquieta, distanziandosi nettamente dalla compostezza a cui Margot Robbie ci aveva abituati.

Il comparto beauty è la chiusura perfetta di questo cerchio. Durante le première, l’incarnato dell’attrice appare marmoreo, privo di calore, con il trucco concentrato sugli occhi attraverso sfumature prugna e marrone freddo che simulano una stanchezza febbrile. Le labbra mantengono toni naturali, alcune volte sono colorate di scuro, ma sempre senza contorni definiti, per un effetto più crudo. Anche le acconciature abbandonano la piega perfetta, e troviamo invece texture mosse e disordinate, che replicano l’effetto dell’umidità e del vento della brughiera. Questo “messy look” rompe i canoni del glamour tradizionale e sta già influenzando il mercato globale, riportando in auge il Dark Academia e il Victorian Goth.
Dopo averci convinti che il mondo potesse essere rosa, Margot Robbie ci sfida oggi a trovarne la bellezza tra le ombre e il vento. E a giudicare dall’ossessione che sta scatenando, il pubblico sembra aver già colto la sfida.
Dopo averci convinti che il mondo potesse essere rosa, Margot Robbie ci sfida oggi a trovarne la bellezza tra le ombre e il vento. E a giudicare dall’ossessione che sta scatenando, il pubblico sembra aver già colto la sfida.

