«Uscivamo molto la notte: e così, nella Firenze degli anni '80, rivoluzionammo il mondo»
Nel bel film di Stefano Pistolini le testimonianze dell'autore Bruno Casini e dei musicisti Maroccolo, Renzulli, Pelù, Fiumani ed altre figure di spicco del decennio

Eleonora Bagarotti
|15 ore fa

La locandina del film scritto da Stefano Pistolini e Bruno Casini e diretto da Pistolini
«Avevamo il kingmaker della Firenze anni ‘80: Bruno Casini. Abbiamo avuto la disponibilità di parlare con tanti protagonisti, da Piero Pelù a Sandro Lombardi a Federico Fiumani. Volevamo attribuire al racconto la stessa travolgente fascinazione dell’originale. E allora abbiamo scelto il flusso come chiave narrativa, investendo lo spettatore con un fiume di visioni, stimoli e ricostruzioni, capaci di restituire quello straordinario fuoco effimero».
Premetto che i lavori del regista Stefano Pistolini mi sono sempre piaciuti e la stima per Bruno Casini, che considero un amico, è infinita. Ma anche al di là di tutto questo, “Uscivamo molto la notte” è un film sorprendente, sotto diversi aspetti. Se capitate dove la pellicola viene presentata, non perdetevela. Oppure, appena possibile, recuperatela.
Racconta tanto, tantissimo del cosiddetto secondo Rinascimento della Firenze anni ‘80 - tra arte, poesia, musica, moda... - ma anche di tutto ciò che ha lasciato in eredità. Non a caso, il film inizia con l’esibizione di una giovane band: E Spleen. Perché tutto quel che è successo ha reso possibile quello che oggi - dalla discografia indipendente a tanto altro - continua ad accadere, non solo nella culla dell’arte, della cultura e dell’architettura del XIV e XVI secolo, ma anche a Parigi, a Berlino... Non a caso, Bruno Casini ribadisce in chiusura quell’«energia creativa che si è sparsa in tutto il mondo».
Premetto che i lavori del regista Stefano Pistolini mi sono sempre piaciuti e la stima per Bruno Casini, che considero un amico, è infinita. Ma anche al di là di tutto questo, “Uscivamo molto la notte” è un film sorprendente, sotto diversi aspetti. Se capitate dove la pellicola viene presentata, non perdetevela. Oppure, appena possibile, recuperatela.
Racconta tanto, tantissimo del cosiddetto secondo Rinascimento della Firenze anni ‘80 - tra arte, poesia, musica, moda... - ma anche di tutto ciò che ha lasciato in eredità. Non a caso, il film inizia con l’esibizione di una giovane band: E Spleen. Perché tutto quel che è successo ha reso possibile quello che oggi - dalla discografia indipendente a tanto altro - continua ad accadere, non solo nella culla dell’arte, della cultura e dell’architettura del XIV e XVI secolo, ma anche a Parigi, a Berlino... Non a caso, Bruno Casini ribadisce in chiusura quell’«energia creativa che si è sparsa in tutto il mondo».
Questa è solo la prima ragione per assaporare profondamente il film. La seconda sono i suoi protagonisti. E gli aneddoti. Come quello che, da un annuncio e da una successiva telefonata, nacquero i Litfiba. Non meno interessante la parentesi che vede Federico Fiumani (Diaframma) in scena oggi. Sempre magnifico. Ma ci sono anche tanti filmati d’epoca, locali, spezzoni di interviste e quel noto richiamo londinese vintage... anni in cui «la poesia era un modo per sballare», una «poesia rock» alla «ricerca della trascendenza». Anni in cui persino le facciate degli edifici del Dopoguerra, meno antichi delle chiese e dei palazzi fiorentini, e i quartieri decentrati sono forieri di inconsueta, eppur tangibile, bellezza. La stessa che colpì anche lo scrittore Pier Vittorio Tondelli.
Accanto a quella di Casini, si ascoltano le voci di musicisti, stilisti, creativi, gestori, socialite del clubbing: Antonio Aiazzi, Giampiero Barlotti, Betty Barsantini, Giampiero Bigazzi, Francesco Bonami, Eleonora Botticelli, Simona Capecchi, Gianni Cappuccini, Bettina Ciampolini, Checco Calamai, Lorenza Calamandrei, Federico Fiumani, Cristina “Pinky” Giachi, Stefano “Dj Asso” Landi, Sandro Lombardi, Gianni Maroccolo, Marcello Michelotti, Loretta Mugnai, Nicola Vannini, Federico Tiezzi, Sandro Pestelli, Ghigo Renzulli e Piero Pelù.
E sul finale, un dilatato suono di pianoforte regala un ricordo dell’indimenticato giornalista e produttore Ernesto De Pascale. Una figura fondamentale per il mondo della musica.
Accanto a quella di Casini, si ascoltano le voci di musicisti, stilisti, creativi, gestori, socialite del clubbing: Antonio Aiazzi, Giampiero Barlotti, Betty Barsantini, Giampiero Bigazzi, Francesco Bonami, Eleonora Botticelli, Simona Capecchi, Gianni Cappuccini, Bettina Ciampolini, Checco Calamai, Lorenza Calamandrei, Federico Fiumani, Cristina “Pinky” Giachi, Stefano “Dj Asso” Landi, Sandro Lombardi, Gianni Maroccolo, Marcello Michelotti, Loretta Mugnai, Nicola Vannini, Federico Tiezzi, Sandro Pestelli, Ghigo Renzulli e Piero Pelù.
E sul finale, un dilatato suono di pianoforte regala un ricordo dell’indimenticato giornalista e produttore Ernesto De Pascale. Una figura fondamentale per il mondo della musica.






