Sciopero, in 300 davanti alla prefettura: «Il Governo si fermi»
Lavoratori e pensionati piacentini si mobilitano chiedendo un fisco più equo e maggiore attenzione a pensioni, sanità e rilancio delle politiche industriali
Gabriele Faravelli
|8 mesi fa

In 300 allo sciopero promosso dalla Cgil - © Libertà/Gabriele Faravelli
Il popolo del lavoro ha parlato, dando voce a tanti piacentini che chiedono un futuro più sicuro. Oltre 300 persone hanno partecipato alla manifestazione indetta dalla Cgil di Piacenza in occasione della giornata di sciopero a livello nazionale. Davanti al palazzo della prefettura si sono ritrovati professionisti e delegati dei vari settori: logistica, metalmeccanico, pubblico impiego, servizi, scuola, socio-sanitario, pensionati e inquilini colpiti dall'emergenza casa per protestare contro la manovra del Governo che non offre risposte a decine di migliaia di lavoratori solo nel nostro territorio.
«Chiediamo che il Governo si fermi – ha specificato Ivo Bussacchini, segretario generale della Cgil di Piacenza – ci sono estreme difficoltà, anche a Piacenza, arrivare a fine mese per tante famiglie nonostante i tanti sacrifici che continuano a fare. Ci sono tante norme da rivedere, a partire dal fisco più equo alle pensioni, oltre alla sanità e al rilancio delle politiche industriali perché senza innovazione e una seria programmazione il Paese rischia di fermarsi. Non da ultimo la crisi internazionale con tanti soldi destinati alle guerre e non a chi ne ha bisogno. Il nostro territorio conta decine e decine di migliaia tra lavoratori e pensionati che non avranno ciò che è giusto, se non qualche “briciola” che di certo non risolverà i loro problemi economici».
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