Tassa sui rifiuti più salata, il Comune: «Non dipende da noi»
La risposta dell'assessore Ceccarelli dopo le segnalazioni di diversi cittadini
Elisabetta Paraboschi
|9 mesi fa

Cassonetti raccolta differenziata
La Tari sale, ma la colpa non è del Comune, bensì di altre quote che non dipendono da Palazzo Mercanti. Così l’assessore al Bilancio Gianluca Ceccarelli spiega nel dettaglio a cosa siano imputabili gli aumenti sulla tariffa rifiuti segnalati da alcuni cittadini e portati all’attenzione del consiglio comunale dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Sara Soresi: aumenti che, ha specificato la consigliera in una nota, varierebbero da pochi euro a oltre 40 «mentre si era detto che sarebbero stati di pochi centesimi».
«Quando ho discusso questo argomento in Consiglio – spiega Ceccarelli - ho specificato chiaramente che grazie all’incremento delle nuove utenze e alla lotta efficace all’evasione, sarebbe stato possibile modulare la Tari prevedendo un incremento medio di 0,24% per le utenze domestiche e di 0,23% per quelle non domestiche: paragonati all’aumento dei prezzi segnalato da Istat che è intorno all’1 per cento, parliamo di incrementi davvero molto bassi».
Il problema però per Ceccarelli non dipende tanto da questa quota sulla quale il Comune può intervenire: «Il fatto è che occorre considerare l’addizionale provinciale e tre componenti perequative che vengono aggiunte dandone separata evidenza – spiega – per quanto riguarda la prima, viene applicata nella misura del 5 per cento dell’imposta: è una cifra corrisposta alla Provincia per i servizi di protezione, tutela e igiene ambientale».
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