"Vogliamo pace e libertà". |Le testimonianze di Anna, Maria, Elisaveta e Oxana
Redazione Online
|3 anni fa


“Noi vogliamo pace e libertà: ma che futuro avranno i nostri bambini?”. Lo dice tra le lacrime, Anna, 55enne ucraina che da otto mesi è a Bettola, dove è arrivata lasciando nella sua città i due figli, il marito, i nipoti e la mamma. La sua casa è vicina all’aeroporto di Ivano-Frankivsk, bombardato nei giorni scorsi.
“«Noi vogliamo la pace e libertà – singhiozza -, i nostri figli sono il futuro dell’Ucraina”.
Maria, che arriva dalla regione dalla Bukovina, al confine con la Romania, è arrivata a Bettola sei anni fa, raggiungendo la sorella che già viveva nel paese dell’Alta Valnure.
Maria, che arriva dalla regione dalla Bukovina, al confine con la Romania, è arrivata a Bettola sei anni fa, raggiungendo la sorella che già viveva nel paese dell’Alta Valnure.
Da 16 anni in Italia è Elisaveta Mitrik. Lei viene da Cernovcy, nel sud ovest dell’Ucraina. Tutti a Bettola la chiamano Lisa. E’ sola e ha sempre aiutato la famiglia che è rimasta in Ucraina.
Dalla Transcarpazia, regione a ovest dell’Ucraina, che confina con Slovacchia, Ungheria e Romania, proviene infine Oxana, i cui figli sono emigrati in Slovenia nel 2021 per lavoro. “In Ucraina ho la mia mamma che 85 anni che vive con mia sorella e mia nipote. Non cammina e ha bisogno di tutto. Speriamo solo che la guerra finisca presto”.
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