Lo sportello che tutela la salute: 40 casi risolti
Presenti a Piacenza, Pontedellolio e Borgonovo, i volontari si sono già occupati di pagamenti di ticket in contanti, liste di attesa, ricorsi al Difensore civico

Patrizia Soffientini
|2 giorni fa

Alcuni volontari dello sportello gratuito
Il caso più spinoso riguarda un trentaquattrenne straniero che ha avuto un incidente nella logistica, il pronto soccorso dice che dovrà essere operato, il ginocchio va ricostruito. Perde il lavoro e l’intervento si prospetta a ben quattro mesi, lo si è ottenuto con ricorso al Difensore civico regionale.
E’ uno dei quaranta casi arrivati agli sportelli “Tutela Salute” nati giusto un anno fa, nel marzo 2025. E va detto che tutti questi casi sono stati risolti o sono in via di soluzione.
Ne parlano Lino Anelli, Lucia Murelli e Cinzia Bassi, presenti agli sportelli di Piacenza, Pontedellolio e Borgonovo, con loro opera anche Anna Maria Pieri.
Si dialoga con l’Ausl per sciogliere i nodi, ma non di rado viene chiesto l’intervento dell’ufficio del Difensore civico regionale retto da Guido Giusti che si relaziona con l’Ausl e corregge le storture.
Ma quali sono i disagi che la gente presenta? Partiamo da quelli più comuni: «Liste d’attesa, pagamento di ticket...». C’è chi ha fatto gli esami del sangue pagando in contanti, ma continua ad essere perseguitato dal sollecito Ausl per un recupero del costo sanitario. E c’è chi ha avuto un infortunio sul lavoro, gli viene riconosciuto l’esonero sugli esami eseguiti in ortopedia, ma anche qui arriva il sollecito. Inutile spiegare che si è già versato. Sono numerosi questi casi che non prendono atto del diritto di esonero. «Invitiamo chi si è visto arrivare un sollecito non dovuto a farsi avanti» esortano i nostri interlocutori.
Ma sui ticket il tema più interessante riguarda la possibilità di rimborso di visite private. Quanti sanno che c’è un decreto del consiglio dei ministri del 16 aprile 2002 e una delibera di giunta regionale, la n. 620 del 15 aprile 2024, che - su richiesta dell’utente - prevede il rimborso di visite ed esami svolti in regime privato se è l’Ausl a inviare lì il paziente quando non ce la fa nei tempi previsti ad eseguire questi compiti sanitari?
«Molti non conoscono i loro diritti e neppure l’esistenza degli sportelli» spiega Anelli. «Il rimborso va richiesto solo se è l’Ausl che invia il cittadino al privato e non può assolvere nei tempi previsti dalla prenotazione del medico di base».
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