Slow food Piacenza: 40 anni di cibi e vini “buoni, puliti e giusti”
Il compleanno celebrato alla Fiaschetteria di Bersano di Besenzone, che decollò proprio sulla Guida Osterie d’Italia

Giorgio Lambri
|2 ore fa

I partecipanti al 40° compleanno di Slow Food alla Fiaschetteria di Bersano di Besenzone - © Libertà/Giorgio Lambri
Su una sedia al centro della suggestiva sala da pranzo ricavata dalla vecchia limonaia della Fiaschetteria di Bersano di Besenzone) c’è - in una grande fotografia, ma anche nelle anime dei commensali - Carlin Petrini, mancato esattamente due mesi fa. E idealmente tutti brindano a lui oltre che al 40° compleanno di Slow Food. C’è un lutto ancora da elaborare e un’immensa tribù-famiglia che guarda avanti per non disperdere i frutti di quella formidabile semina iniziata da Carlin nel 1986 con il nome di Arcigola e cioè per “seminare utopie e raccogliere realtà”.
La scelta della Fiaschetteria è fortemente simbolica perché in questo guareschiano spicchio di Bassa il locale della sublime chef Patrizia Dadomo decollò proprio con la segnalazione sulla Guida Osterie d’Italia di Slow Food, «salvo poi essere costretti dopo qualche anno a depennarlo - spiega Nando Tribi - ma solo perché nel frattempo si era costruito una prestigiosa evoluzione, ottenendo la stella Michelin».
In un informale incontro-aperitivo nel grande parco con piscina del ristorante, due guru dell’enogastronomia come Valentino Ramelli e Massimo Volpari si incaricano di raccontare come nacque la “condotta di Piacenza” scannerizzando il territorio alla ricerca, dapprima delle cantine e poi delle osterie, che meglio rappresentavano quella nuova, rivoluzionaria concezione idealizzata dal “buono, pulito e giusto”.
Oggi Piacenza è una realtà positivamente rappresentativa del patrimonio valoriale e identitario di Slow Food, ma anche di quell’orizzonte culturale che coniuga la salvaguardia della memoria e dei saperi locali all’apertura verso il mondo, che fonde conoscenze tradizionali, innovazione scientifica e creatività.

