Bar di Coli, si prova ancora: il Comune riapre il bando, tempo fino al 24 per le offerte
Dopo l’ennesimo vuoto che si è aperto nella gestione, si cerca chi garantisca il servizio
Irina Turcanu
|3 giorni fa

Il bar di Coli
Coli e un bar che non è mai stato solo un bar. È un punto di luce, una soglia, un luogo dove si incrociano notizie, solitudini, ricordi. E se la serranda resta abbassata, il paese non perde soltanto un servizio. Infatti, ci si muove in fretta. C’è la notizia ed è concreta, con date e scadenze: il Comune ha pubblicato un avviso per trovare un nuovo operatore a cui affidare la gestione del bar comunale in piazza.
La procedura è aperta e si chiude a breve, con termine per presentare la proposta il 24 febbraio alle ore 12, e apertura delle buste lo stesso giorno alle 15.
I requisiti? Nessuna controversia in corso con il Comune di Coli, o debiti verso lo stesso, ma nemmeno che abbia subito in passato provvedimenti di risoluzione relativi alla gestione di strutture comunali. E si richiede che il bar, una volta preso in gestione, resti aperto. Ma per capire perché un bando, qui, pesa più di un semplice atto, bisogna guardare indietro, al susseguirsi di rilanci, inciampi, speranze cicliche e stanchezze collettive.
Una corsa a ostacoli La storia recente del bar e ostello di Coli si porta dietro cicatrici vecchie. Le alluvioni del 2002, i restauri e la riapertura nel 2009, poi negli anni la trasformazione in bar e pizzeria e persino l’utilizzo per l’accoglienza. Nel 2019 si parla di rilancio come “ostellone”, con l’idea che quel luogo potesse tornare a essere attrattivo anche oltre i confini del comune. Negli anni successivi si entra nel ciclo che Coli conosce fin troppo bene: un gestore arriva, il paese spera, poi qualcosa si inceppa, gli incassi sono bassi, e il vuoto torna. Ci sono le bollette insolute di uno dei gestori, di circa tremila euro, e dopo nel 2023 c’è stato un tentativo di rilancio collegato a una cooperativa di comunità che arriva da Farini. L’idea era quella di rimettere in moto un presidio sociale e turistico insieme.
Poi però sono emersi i numeri insufficienti, la difficoltà di reggere una gestione annuale, la sensazione che in certi mesi il lavoro non basti nemmeno a coprire i costi vivi. A maggio 2025 è arrivata una nuova gestione. In paese si è diffuso subito entusiasmo, quasi un sospiro di sollievo: l’idea che finalmente potesse esserci continuità nel servizio, presenza, un orario riconoscibile, un volto che diventasse familiare. Poi la realtà è però tornata a mordere. La nuova, ultima, gestione ha aperto le porte nel luglio 2025, ma la continuità non si è consolidata. Chiusure, sospensioni, difficoltà: i mesi sono trascorsi così, mentre è montata la protesta soprattutto sui social. Anche durante il periodo natalizio, che in tanti luoghi rappresenta un piccolo salvagente, si sono registrate pause.
A gennaio 2026 un cartello: attività sospesa «per mancanza di lavoro». Da qui, il passo verso la revoca del contratto e un bar nuovamente vuoto. Il 5 febbraio la giunta guidata dalla sindaca Ester Pugni ha approvato la delibera per l’avviso di ricerca di un operatore: la formula è quella della locazione, con durata prevista di sei anni rinnovabili, canone base di 1.000 euro annui soggetto a rialzo, utenze e Tari a carico del gestore, manutenzione ordinaria a carico del gestore e straordinaria a carico del Comune.

