Rottofreno, lunghe attese ai passaggi a livello. Rfi: tentativi per ridurre i tempi di chiusura

La Rete Ferroviaria Italiana interviene sulle lunghe soste nel territorio di Rottofreno. "Cerchiamo di non concentrare troppi convogli in un tempo ristretto"

Angela Zeppi
|1 giorno fa
Le lunghe code al passaggio a livello
Le lunghe code al passaggio a livello
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Da un mese sono in atto tentativi per abbassare i tempi di sosta ai passaggi a livello di Rottofreno. Rispetto all’ultima segnalazione su 43 minuti ininterrotti di sbarre abbassate, qualche manovra pare riesca a diminuire l’attesa. Spesso, infatti, la gente si spazientisce: non si contano le inversioni di automobilisti scoraggiati che mirano a raggiungere il sottopasso di ponte Trebbia. Da tempo, invece, non si sente parlare di sbarre divelte.
Spiega l’ufficio stampa di Rfi (Rete ferroviaria italiana): “La segnalazione riferita ai 43 minuti non è frutto di guasto. Si è verificata un’intensità tale di transiti da non consentire al sistema automatizzato la riapertura a causa della già predisposta richiusura. Stiamo cercando di non concentrare più così tanti convogli in un tempo ristretto”. Il problema deriva dai trasporti delle merci. Se i treni passeggeri hanno orari ben definiti, altrettanto non avviene con l’uso della strada ferrata per spostare i prodotti industriali. Gli sforzi per alleggerire le autostrade presentano un conto da calibrare.
La soluzione sarebbero i sottopassaggi (o sovrappassi), ma la loro realizzazione è ancora in alto mare. Per il passaggio a livello di San Nicolò in via Calendasco (strada provinciale 13) è in fase di redazione un documento di fattibilità con varie alternative progettuali.