Adolescenti tra paura, coltelli e social: il fenomeno raccontato da un educatore
Lorenzo De Carli, impegnato da 15 anni in strada tra i ragazzi osserva: «Per sconfiggere il disagio giovanile dobbiamo partire da regole condivise»

Paolo Marino
|1 giorno fa

Il biliardino sul Facsal è diventato un punto di riferimento
Un fenomeno che si sta diffondendo tra gli adolescenti è l’uso del coltello come simbolo di rispetto e paura, insieme all’uso disfunzionale di cellulari e social, spesso senza adulti di riferimento. Lo spiega Lorenzo De Carli, educatore di strada da quindici anni: «Il coltello è emerso negli ultimi due-tre anni, legato a rabbia e disagio. Non riguarda un gruppo specifico, ma vissuti familiari, scolastici e il potere del gruppo».
Il suo lavoro coinvolge circa cento ragazzi tra scuole, piazze e il centro Youthopia. Attorno a un biliardino all'inizio del Facsal o sulle panchine di via Negri si creano legami e si cerca di costruire regole condivise. I cellulari amplificano la pressione sociale: minacce, cyberbullismo e body shaming diventano visibili a tutti, senza consapevolezza dei danni.
De Carli sottolinea anche la responsabilità degli adulti: «Spesso i genitori consegnano il cellulare senza controllo. Serve educazione digitale concreta e regole in casa». Il messaggio è chiaro: affrontare il disagio giovanile richiede presenza, dialogo e strumenti educativi, non solo repressione.

