Caro carburante, sull’A21 Torino-Piacenza il diesel vola a 2,729 euro al litro
Il prezzo del servito supera di oltre 50 centesimi la media autostradale. Su un pieno da 50 litri la differenza può arrivare a 26 euro
Redazione Online
|1 ora fa

Il prezzo del carburante in aumento © ANSA
Il caro carburante torna a pesare anche sugli automobilisti piacentini e a preoccupare è soprattutto quanto sta accadendo lungo l’A21 Torino-Piacenza. Secondo l’analisi del Codacons sui prezzi comunicati dai gestori al Ministero delle Imprese e del Made in Italy nelle giornate del 24 e 25 agosto, lungo l’autostrada il diesel in modalità servita arriva infatti a 2,729 euro al litro.
Un prezzo ben superiore alle medie nazionali e che fotografa una nuova accelerazione dei listini, proprio nei giorni in cui il governo sta valutando quali misure adottare per contenere i rincari. L’ipotesi allo studio sarebbe quella di interventi mirati alle fasce di reddito più basse, ad esempio attraverso un rimborso sulla social card per chi ha un Isee particolarmente basso.
Un pieno può costare 26 euro in più
Intanto fare il pieno continua a diventare più costoso. I dati dell’Osservatorio carburanti del Mimit indicano sulla rete stradale nazionale un prezzo medio self service di 2,015 euro al litro per la benzina, contro i 2,010 del giorno precedente, e di 2,136 euro per il gasolio, rispetto ai precedenti 2,131. In autostrada la media sale rispettivamente a 2,091 euro per la benzina e a 2,207 per il diesel.
Sull’A21 Torino-Piacenza il picco di 2,729 euro per il gasolio servito supera quindi di oltre 50 centesimi al litro la media autostradale. Una differenza che, su un pieno da 50 litri, può tradursi in una spesa superiore di circa 26 euro.
La soglia dei tre euro è già stata superata
Il caso della Torino-Piacenza non rappresenta comunque il record nazionale. Secondo il Codacons, sulla A22 Brennero-Modena il Supreme Diesel servito ha raggiunto i 3,159 euro al litro, superando la soglia dei tre euro. Prezzi molto elevati vengono segnalati anche nelle isole minori: a Pantelleria il gasolio arriva a 2,799 euro.
«Nessuno sostiene che domani tutti gli italiani pagheranno 3 euro per un litro di carburante, ma il fatto stesso che questa soglia sia già stata superata in alcuni impianti deve far scattare un campanello d’allarme», avverte il Codacons. Il timore dell’associazione è che, se la corsa dei listini proseguirà, quota tre euro possa smettere di rappresentare un’eccezione estrema e diventare un riferimento sempre meno lontano per gli automobilisti.
I consumatori chiedono il taglio delle accise
Le associazioni dei consumatori tornano quindi a chiedere interventi più incisivi. L’Unione nazionale consumatori propone un taglio delle accise di 30 centesimi per il gasolio e di 14 per la benzina, mentre Adoc chiede una proroga e un potenziamento della riduzione delle accise. Contrario a interventi selettivi attraverso bonus o social card anche il Codacons.
A guardare con particolare preoccupazione all’aumento dei carburanti sono infine le categorie che utilizzano quotidianamente grandi quantità di combustibile, a partire dall’autotrasporto, oltre a taxi, aziende agricole e della pesca, che chiedono misure specifiche per evitare che l’impennata dei costi si ripercuota ulteriormente sulle attività e, a cascata, sui prezzi al consumo.
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