Commercio, niente Requiem: «I negozi sul Corso hanno un futuro»

Lo spiega a Libertà Anna Rapaccioli, portavoce di un gruppo di commercianti del centro

Elisabetta Paraboschi
|2 ore fa
Commercio, niente Requiem: «I negozi sul Corso hanno un futuro»
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«Adesso parliamo noi». Inizia così Anna Rapaccioli, facendosi portavoce di un gruppo di commercianti del centro: «Vogliamo dire la nostra perchè siamo stanchi di ascoltare colleghi che chiudono parlando solo di degrado del Corso e di fine del commercio - sottolinea - per noi non è così». Da una dozzina d’anni Rapaccioli è titolare di un negozio di biancheria e pigiameria che si trova in largo Battisti, proprio all’inizio di corso Vittorio Emanuele: ma la commerciante la fa dal 1991.
«Trentacinque anni giusti - spiega - per cui un po’ di esperienza ce l’ho. E mi fa male leggere di colleghi che se ne vanno dal Corso imputando la loro chiusura a degrado o crisi del commercio. I negozi chiudono e riaprono qui come in altre zone, ma a Piacenza di negozi belli ce ne sono ancora, non sono tutti chiusi».
La commerciante non parla solo a titolo personale, ma a nome di altri colleghi: «Con il nostro impegno contribuiamo a tenere vivo il centro, animandolo con attività e idee, rendendolo più bello» spiega.
Certo la commerciante non nega le difficoltà: «Avremmo bisogno di un intervento del Comune dato che non possiamo fare tutto da soli - sottolinea - la città è molto sporca: noi facciamo il possibile per mantenere pulita l’area davanti ai nostri negozi, per curare le fioriere e mantenere il decoro. Ma anche il Comune deve fare la sua parte: c’è un lastricato su Corso Vittorio Emanuele che fa paura ed è pericoloso e poi anche i problemi legati a questa nuova raccolta puntuale dei rifiuti. Al riguardo ci aspettiamo una sorveglianza da parte del Comune per far rispettare le regole perché c’è chi non le rispetta. E servirebbe anche avere nelle strade di passaggio i distributori dei sacchetti per le deiezioni canine: se vedi pulito lasci pulito. E il Comune potrebbe fare di più».